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STORIA DEL DIGIUNO
Tratta dalla proposta di legge per la REGOLAMENTAZIONE DELLA DIGIUNOTERAPIA
Presentata il 4 luglio 1991 dai Deputati:
René ANDREANI, Agata Alma CAPPIELLO, Flaminio PICCOLI, Mariella GRAMAGLIA,
Alessandro TESSARI, Willer BORDON, Franca BASSI-MONTANARI, Gianni MATTIOLI, Renzo
LUSETTI, Manfredo MANFREDI, Gaetano AZZOLINA, Filippo FIANDROTTI.
Il digiuno volontario è una pratica antichissima che compare, con una certa
costanza, in ogni parte del mondo e presso l'intero genere umano.
All'inizio della storia, era gia conosciuto in India, in Persia, in Cina ed in
Grecia (nel corso delle feste eleusine e nelle tesmoforie).
Digiunavano anche I Fenici, gli Egizi, gli Assiri ed I Babilonesi, I Druidi in
Europa e gli Indiani d'America dell'epoca pre-colombiana. E' tuttora adottato
da molte tribù africane ed australiane.
Questa pratica compare in tutte le religioni: nella giudeo-cristiana, nella religione
islamica (di cui è uno dei cinque precetti fondamentali), nei Veda, nel
bramanesimo, nell' induismo, nella tradizione yogica e nel giainismo. E' tuttora
praticato dai buddhisti tibetani.
Praticavano il digiuno gruppi mistici o iniziatici come I pitagorici, gli esseni,
I sufi, I catari, I terapeuti, gli stiliti e molti celebri anacoreti.
Era consigliato dai medici della Scuola Salernitana.
Fra le figure più note della storia che ricorsero a lunghi digiuni nel
momento cruciale della propria vita, vogliamo ricordare: Mosè che intorno
al 1250 a.c. Sul monte Oreb digiunò quaranta giorni prima di ricevere le
tavole della legge e reiterò questa pratica per altri quaranta giorni prima
di distruggere il Vitello d'Oro.
Il profeta Elia, quattro secoli dopo, digiunò quaranta giorni nel deserto,
prima di salire anch'egli sul monte Oreb ed essere illuminato.
Gesù, all'età di ventotto anni, per prepararsi alla predicazione,
"digiunò nel deserto per quaranta giorni e quaranta notti, dopo di
che ebbe fame" (Mt 4.2).
Pitagora, prima di andare in Egitto per apprendere nuovi insegnamenti, digiunò
quaranta giorni.
San Francesco, a Fonte Colombo, vicino Rieti, digiunò quaranta giorni prima
di dettare le regole del suo ordine.
Ricorsero al digiuno molti altri personaggi celebri della storia: San Benedetto,
Francesco di Paola, Caterina da Genova, Bernardo di Chiaravalle, Romualdo dei
Camaldolesi, Tommaso d'Aquino, Ignazio di Lodola, Francesco di Sales ed ancora
- in tempi più recenti - Gandhi, Aurobindo, Yogananda, Krishnamurti ed
il gran mistico Al-Qadir al-Gilani.
Nonostante questi precedenti e questi esempi, a partire dalla fine del medioevo,
il digiuno cadde in disuso come pratica collettiva diffusa.
Dopo queste premesse è opportuno fare una netta distinzione fra il "digiuno
igienico" (preventivo) e il "digiuno terapeutico"(curativo).
Il "digiuno igienico" non ha l' obbiettivo immediato di guarire qualche
malattia, ma piuttosto di preservare la salute. Questo digiuno dovrebbe interessare
l'insieme della popolazione e dovrebbe essere proposto perché ha solo aspetti
positivi. Raccomandare il "digiuno igienico" sarebbe, in ultima analisi,
molto benefico per la salute dell'intera collettività e conseguentemente
per il bilancio dello Stato. Questo tipo di digiuno dovrebbe poter essere praticato
all'interno della famiglia o presso centri igienici non-medici, senza bisogno
di regolamentazione.
Il "digiuno terapeutico" (curativo) si differenzia dal digiuno igienico
per il fatto che la persona che lo intraprende è già "malata".
Essa si augura, dunque di utilizzare il digiuno come mezzo terapeutico nella speranza
di "guarire".
Ricordiamo che la nozione del "digiuno terapeutico" sottintende la nozione
di trattamento, dunque la lotta contro la "malattia".
Questa concezione si oppone a quella Igienista che considera che l'organismo sviluppa
una "malattia" per ritrovare la salute.
Per gli Igienisti, il digiuno non può essere terapeutico. Esso non può
essere effettuato che per mantenere o ritrovare la salute.
Fatte queste precisazioni e comprendendo il ruolo "terapeutico" che
certi medici vorrebbero vedere giocare dal digiuno, possiamo domandarci se il
digiuno, in caso di malattia, è capace di preservare la vita.
Esistono numerose testimonianze orali o scritte, fatte da digiunatori o dai loro
terapeuti, che certificano la riuscita del "digiuno terapeutico" applicato,
a volte, a casi molto difficili.
Queste testimonianze pongono degli interrogativi alla medicina ufficiale, spesso
incapace di risolvere molti casi, interrogativi che spingono alla conclusione
che è opportuno ricorrere al "digiuno terapeutico" o digiunoterapia.
Ai primi dell'800 nasce in America l'Igienismo - la Scienza della Salute che,
riprende ed approfondisce lo studio del digiuno come terapia atta a guarire anche
le malattie gravi.
Le regole della digiunoterapia, corredate dalle osservazioni fisiologiche e dalla
lettura eupatica della malattia, si devono al medico americano Herbert M. Shelton,
nato a Wylie (Texas) nel 1895, e fondatore della clinica "Scuola della Salute",
nella quale sorvegliò, in sessanta anni d'attività medica, oltre
20.000 digiuni. Come egli stesso documenta - caso per caso, in un'amplia produzione
scientifica, composta da più di quaranta libri, guarì malattie gravissime.
Shelton è morto nel 1985 all'età di novanta anni. In seguito alla
sua opera la pratica del digiuno si diffuse con chiarezza metodologica in America
ed altri paesi attraverso l'impegno di molti digiunoterapeuti.
In Inghilterra la digiunoterapia è praticata da oltre quaranta anni dal
dr. K. Sidhwa; in Francia, verso il 1950, fu introdotta da A. Mossèri e
da D. Merien; in Svizzera dal dr. Bircher Benner e dal dr. E. Bauer; in Germania
dal dr. O. Buchinger e dal dr.H. Lutzner; in Spagna dalla d.ssa M. Wilhelmi e,
nel 1965 in Italia, M. Manca e D. Grassi, dopo aver constatato i grandi miglioramenti
sulla loro salute apportati dalla digiunoterapia, iniziarono a tradurre e a pubblicare
le opere di Shelton. Per noi italiani un'opera miliare in questo settore resta
il libro pubblicato nel 1980 da F. Pizzi.
Da oltre venticinque anni in Italia vi sono dei medici che curano con la sola
digiunoterapia e che hanno a tutt'oggi seguito migliaia di pazienti. Fra questi
pionieri vanno indicati la d.ssa Sara Bringa, il dr. Sebastiano Magnano, il dr.
Giuseppe Cocca, il dr. Salvatore Simeone, il dr. Mariano Spiezia e la d.ssa Maria
Teresa Maresca.
Dal 1991 la LEPAV - Lega per l'Alimentazione e l'Igienismo è attiva su
questo fronte e per tre anni ha gestito il Centro Igienista "Vita Sana",
per dare modo ai propri soci di mettere in pratica le regole dell'Igienismo -
la Scienza della Salute.
Secondo le osservazioni fatte dal dr. Shelton sulle guarigioni ottenute in sessanta
anni di esperienza, la digiunoterapia agisce secondo i principi fisiologici che
la natura stessa attua, laddove la VIS MEDICATRIX NATURAE sia posta in
condizione di agire liberamente. Su questa stessa osservazione Hahnemann ha costruito
il metodo sperimentale e clinico della medicina omeopatica che interviene laddove
il processo naturale di riequilibrio sia deviato.
IL DIGIUNO E' UN RIPOSO FISIOLOGICO.
Così come le piante nei mesi invernali perdono le foglie, la linfa non
circola più ed il metabolismo cessa per preparare il rinnovamento che apparirà
in primavera, molti animali in certi periodi vanno in letargo.
Tutti, inoltre, avranno osservato che quando un animale è malato, smette
di mangiare e si accovaccia in un luogo riparato dormendo, anche per molti giorni,
fino a quando il proprio corpo dall'interno e senza nessun intervento esterno
lo guarisce.
Grazie a questo principio gia enunciato da Ippocrate "VIS MEDICATRIX NATURAE"
e riconfermato da Paracelso "La natura è un grande medico e questo
medico l'uomo lo porta in sè", il Dr. Shelton riuscì a guarire,
con digiuni che andavano dai 21 ai 42 giorni, paralisi, allergie, artriti, schizofrenie,
calcolosi e malattie epatiche, ma anche sclerosi a placche, leucemie e tumori.
Il punto critico di questa terapia risiede nel saper distinguere il momento in
cui si passa dalla fase dell'autolisi (il corpo si nutre prelevando le
proprie riserve: grassi, cisti, pus, cellule morte, ecc.) alla fase dell'inanizione
(crisi irreversibile che conduce alla morte).
A tale proposito è opportuno smentire quanto è sostenuto in molti
testi in auge negli anni cinquanta e sessanta nelle Università italiane,
e tuttora accreditati da molti illustri personaggi del mondo accademico, e in
altre parole che durante il digiuno, specie se prolungato, le cellule nobili dell'organismo,
tra le quali quelle cerebrali, sono danneggiate irreparabilmente.
Il Dr Shelton ha seguito, fino alla remissione della malattia, digiuni della durata
di 60 - 90 e 120 giorni.
Oggi esistono molti studi scientifici, uno per tutti quello sulla fisiologia di
Yeo - che mostra le perdite subite dall'organismo, in caso di privazione di cibo
fino alla morte - dal quale si rilevano le perdite progressive percentuali: grassi
97%, muscoli 30%, fegato 56%, milza 63%, sangue 17%. centri nervosi 0%.
Un'ampia e documentata osservazione fisiologica, oltre che una bibliografia vasta
ed omogenea, indicano chiaramente quando il paziente sta passando dall'autolisi
all'inanizione.
Per maggiori informazioni ecco l'elenco di alcune pubblicazioni relative al
digiuno terapeutico:
Das Heilfasten, Otto Buchinger - 1935
Digiunare per guarire, H. M. Shelton - 1981
Digiunare per vivere in salute, A. Saury - 1978
Digiuno, H.Lutzner - H Million - P. Hopfenzitz - 1995
Digiuno e salute, S. De Gregorio - 1993
Digiuno via di salute, A. Cott - 1982
Dimagrire con il digiuno controllato, Viversani & belli - 1995
Fasten als therapie, H. Fahrner - 1985
Fasting can save your life, AA/VV - 1964
Fasting case studies, A. Burton , K. Sidhwa - 2000
Fasting for health and long life, H. Carrington - 1963
Fasting for renewal of life, H. M. Shelton - 1974
Fasting for the health of it , H. M. Shelton - 1980
Fasting of cardiovascular disease, A. Immerman - 1980
Fasting too long, A. Burton - 1979
Fasting: recent successes and challenges, M. Epstein - 2001
Fruttariani, R. Andreani - 1996
Guarisci da te stesso - Digiuno e astinenze, J. Rialland - 1972
Heilfasten ist nicht hungern, M. Wilhelmi-Buchinger - 1984
Il digiuno assoluto, Associazione Igienista Italiana - 1986
Il digiuno come salvarsi la vita, AA/VV - 1991
Il digiuno fonte di salute, S. Magnano, R. Cavaglieri - 1989
Il digiuno per la propria salute, N. Boudreau - 2005
Il digiuno per la salute, AA/VV - 1986
Il digiuno può salvarvi la vita, H. M. Shelton - 1978
Il digiuno terapeutico, AA/VV - 1986
Il grande manuale del digiuno, H. Lutzner, H. Million, P. Hopfenzitz - 1995
Il segreto di Igea - Guida pratica al digiuno autogestito, AII - 1987
Jeune et santé, Desiré Merien - 1984
Jeuner pour revivre, A. Mosseri - 1980
Jeuner, guerison et fete du corps et de l'esprit, R. Lejeune - 1988
Le jeune, H. M. Shelton - 1970
Le retour a la santé par le jeune, E. Bertholet - 1974
Methodische probleme bei der beurteilung des vitaminhaushaltes im fasten , F.
Wilhelmi - 1990
Pratique des guérisons par le jeune, A. Ehret - 1937
The science and fine art of fasting, H. M. Shelton - 1978
Therapeutic fasting, A. Devries - 1963
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