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GUIDA
AL LATTE NASCOSTO
Tutti noi abbiamo poca coscienza di quello che realmente
passa dai nostri piatti per finire nei nostri stomaci. Per esempio, i consumatori
abituali di prosciutto sono convinti di non mangiare carne perché non vedono
mai una bistecca e vi è chi pensa di seguire una dieta senza sale anche
quando cosparge di parmigiano i suoi spaghetti insipidi. A beneficio di noi
tutti distratti, abbiamo preparato un elenco dei cibi che in varia misura e in
modo più o meno celato contengono latte. Nel caso di prodotti dell'industria
si tratta di latte in polvere. Siccome il latte inacidisce, tutti i prodotti industriali
(pasticceria, merendine, prodotti da forno, gelati, ecc...) che lo contengono
hanno bisogno di conservanti e additivi vari. Lo stesso vale per i cosmetici:
quelli senza latte sono i più naturali. Probabilmente questo elenco è
tutt'altro che completo. Cibi che contengono latte: tutti i tipi di formaggio,
yogurt, gelato, cappuccino, crema di nocciole, budini, frappè, frullati,
burro, alcune interpretazioni del pesto alla genovese, ravioli e tortelli "di
magro", lasagne e cannelloni al forno, sformati e soufflé, salsa besciamella,
gnocchi, purè di patate, pizza e calzoni, panini toast e tramezzini, alcuni
prodotti precotti da infornare per fare focacce e simili, panna, mascarpone, quasi
totalità della pasticceria (anche quella secca), merendine, biscotti, cioccolata
al latte, certo scatolame, salse e manicaretti particolari o esotici che si trovano
nei supermercati, mortadella, wurstel, prosciutto cotto. (da Latte
& Formaggio, rischi e alternative, Il Giornale per la protezione della salute,
numero 3, settembre 1996) TORNA
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ALIMENTO
ANTICO O RECENTE?
Il latte animale è la sostanza di base da
cui derivano tutti i latticini. Non si sa con precisione da quanto tempo venga
usato come cibo dagli uomini ma una cosa è abbastanza chiara: il latte
di capra e di altri animali venne usato da popoli nomadi molto tempo prima di
quello delle mucche domestiche. Gli europei introdussero il latte di mucca negli
Stati Uniti intorno al 1625 e poco dopo fu formata la prima mandria per la produzione
di latte. L'attrattiva che il latte esercitò fu forte, soprattutto grazie
alla strenue propaganda di un gruppo entusiasta di uomini d'affari - che furono
i fondatori di una delle più grosse ed influenti industrie alimentari degli
Stati Uniti - e al supporto che diede loro il Governo stesso nel promuovere il
latte come un cibo importante per l'alimentazione dell'uomo. A partire dal 1830
la domanda costrinse i produttori a meccanizzare la produzione, e a partire da
allora tutto quello che fu possibile fare al latte venne fatto, irradiamento compreso.
Con l'avvento della pastorizzazione, dell'omogeneizzazione e dei mezzi di trasporto
refrigerati la disponibilità di latte crebbe e alla fine della Seconda
guerra mondiale il latte era diventato il simbolo del modo di mangiare ben congegnato
e dieteticamente superiore tipico di quello "american way of life" che
negli anni successivi andrà con esso a imporsi in tutto il mondo. Definito
cibo "puro e perfetto" a causa del suo alto contenuto di calcio, di
proteine e di profitto, il latte sta venendo rapidamente smascherato come qualcosa
che non è affatto perfetto come siamo stati indotti a credere. Infatti,
molti nutrizionisti e molti degli stessi consumatori hanno iniziato a ricredersi
circa la sua importanza e persino sulla sua sicurezza come cibo da usarsi tutti
i giorni. Purtroppo, l'uso eccessivo che si è fatto del latte e dei suoi
derivati ha già provocato l'indebolimento del sistema immunitario dell'uomo,
della sua costituzione fisica e del suo carattere e ci vorrà molto tempo
per cancellare le cicatrici che questi alimenti hanno lasciato su almeno tre generazioni.
(Steve Gagné, Energetics of food, Spiral Sciences)
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INTOLLERANZA
AL LATTE
I popoli del Terzo mondo, i neri d'America, gli estremo -
orientali e da noi anche la popolazione delle aree agricole non padane né
alpine nonché di tutto il Mezzogiorno, non digeriscono il latte. Questa
intolleranza venne individuata e descritta con enorme ritardo nei circoli scientifici
a partire dal 1958. Vi sono quattro tipi di intolleranza al latte: L'intolleranza
al lattosio. Questa insofferenza biologica al latte veniva motivata non col rifiuto
dell'organismo per il latte "in toto" ma per una sua intolleranza allo
zucchero disaccaride in esso contenuto, il lattosio. La scissione per idrolisi
del lattosio avviene a livello delle cellule epiteliali dell'intestino ad opera
dell'enzima lattasi: ne derivano due zuccheri semplici (glucosio e galattosio)
che attraversano la parete intestinale ed entrano in circolo. Coloro che non tollerano
il latte presentano diarrea, gonfiore, gas, vomito e altri sintomi: il glucosio
non digerito, infatti, causa questi effetti per mancanza di lattasi. Questo deficit
di lattasi è presente al 70-90% nei gruppi asiatici, negri e pellerossa
americani, arabi, messicani e pakistani. Tra questi popoli - come tra tutti i
lattosio intolleranti - il fenomeno si verifica soprattutto in età adulta.
Il che dimostra come l'uso di latticini per tutta la vita, praticato in Occidente,
sia una vera e propria forzatura biologica; L'intolleranza alle proteine del
latte vaccino. Essa riguarda soprattutto le betalattoglobuline, la lattoalbumina
e la caseina. In passato, una delle cause più frequenti dell'insorgere
di questa allergia è stata l'abitudine di somministrare latte animale in
attesa della montata lattea materna oppure l'uso di latte vaccino durante una
infiammazione intestinale. I sintomi sono immediati e spesso gravi: gonfiore,
diarrea, pallore, coliche, persino anemia causata da emorragie interne. Non mancano
episodi polmonari e sono comunissime le malattie della pelle, un tentativo del
corpo di scaricare le sostanze indesiderate: nella medicina tradizionale cinese
la pelle è l'organo superficiale in sintonia complementare ai polmoni.
Le spiegazioni scientifiche di questa sensibilità sono: Eccesso dall'infanzia
di proteine nella dieta; Incompleto sviluppo della barriera intestinale; Deficit
di immunoglobulina A (carente se non si è stati allattati al seno); Malattie
enteriche che hanno danneggiato i microvilli e ridotto l'azione enzimatica sulle
proteine ingerite; L'intolleranza psicogena, cioè la pura e semplice avversione
da disgusto; L'intolleranza causata da inquinamento batterico o chimico in un
latte industrialmente trattato e non ben pastorizzato.
(Roberto Marocchesi,
da Latte & Formaggio, rischi e alternative, Il Giornale per la protezione
della salute, numero 3, settembre 1996)
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ALLERGIA
AL LATTOSIO DEL LATTE VACCINO
Il numero di ottobre 1996 della rivista
Time riferisce: "Innumerevoli pazienti che soffrono di ulcera gastrica vengono
messi ad una dieta ricca di latte e panna. Se poi accusano dolori e crampi addominali,
nausea e diarrea, disturbi assai peggiori di quelli di cui soffrivano in partenza,
vengono messi ad una dieta più leggera, il che significa con più
latte. Se tali pazienti evitano di bere tutto quel latte ed i loro sintomi si
attenuano, di solito la cosa viene spiegata con la conclusione che costoro sono
allergici al latte. Due medici dell'Università del Colorado hanno affermato
nel Journal of the AMA che questa non è la spiegazione giusta e che il
disturbo deve essere più probabilmente dovuto a una carenza dell'enzima
necessario per digerire il latte (lattasi) e che per simili pazienti più
latte significa solo un disagio maggiore. Per potere usare il lattosio come fonte
di energia il corpo deve prima scinderlo in due zuccheri più semplici:
il glucosio e il galattosio. L'enzima che provoca questa scissione è la
lattasi. E' nei piani della natura che i bambini vivano di latte e la mancanza
di lattasi è fortunatamente molto rara nei neonati, benché aumenti
man mano che crescono".
Un articolo del New York Times, intitolato
Un avvertimento dei medici sull'intolleranza del latte, riferisce: "Scienziati
americani ed australiani sono arrivati con i loro studi alla conclusione che la
gran massa della popolazione adulta non bianca del mondo probabilmente non tollera
il latte. Gli scienziati hanno dichiarato che le loro ricerche avevano fatto sorgere
seri dubbi sull'opportunità di inviare latte in polvere in Africa e in
Asia per nutrire popolazioni sottonutrite. Hanno inoltre detto che - anche se
i bambini non bianchi sembrano in grado di digerire il latte - spesso iniziava
a svilupparsi una scarsa tolleranza a questo prodotto durante l'adolescenza, per
diventare definitiva nell'età adulta".
In un rapporto pubblicato
sul Journal of Science i dottori Shi-Shong Hung e Theodore M. Bayless della Johns
Hopkins University Medical School hanno detto che l'intolleranza al latte è
apparentemente dovuta alla mancanza di un enzima, la lattasi. L'enzima è
necessario per digerire lo zucchero del latte, il lattosio. La lattasi è
prodotta dal rivestimento interno dell'intestino tenue. Le conseguenze dell'intolleranza
al latte variano alquanto da persona a persona ma abitualmente si manifestano
gonfiori addominali, crampi e diarrea dopo l'assunzione di più di un bicchiere
di latte. In base agli studi fatti all'Università di Baltimora, su 20 adulti
orientali sani che vivono negli Stati Uniti ben 19 non possono tollerare né
latte né lattosio. Uno studio precedente degli scienziati della Johns Hopkins
dimostra che circa il 70% dei negri americani adulti era incapace di digerire
il latte. Una percentuale simile di intolleranza al latte è stata riscontrata
tra i neri in Uganda.
Chi non tollera il latte è dunque probabilmente
più sano di chi non ha nessun problema a berlo. L'adulto non è nelle
giuste condizioni per bere latte, soprattutto se quello di un'altra specie animale.
Gli studiosi, in conseguenza dei loro studi analatici, hanno dimenticato il più
fondamentale principio di vita.
(Hernan Aihara, da Latte e formaggio,
rischi e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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ALTRI
TIPI DI ALLERGIE AI LATTICINI
ALLERGIE ALIMENTARI Le allergie
alimentari sono causate principalmente da un ristagno nella funzione intestinale
causato soprattutto del consumo prolungato di latticini. Altri cibi che contribuiscono
tale ristagno dell'intestino sono i farinacei - in particolar modo quelli lievitati
e cotti al forno -, lo zucchero e i dolci, i cibi grassi e oleosi, la frutta tropicale
e i succhi da questa ricavati, gli additivi chimici o le medicine nonché
il consumo abituale di insalate e altri cibi crudi. ALLERGIE CUTANEE In
genere, le allergie cutanee sono causate dall'aver consumato per lungo tempo quantità
eccessive di latticini, di cibi grassi e oleosi, di zucchero, di dolci, di farina
e altri derivati di cereali raffinati, di spezie, di medicine e di additivi chimici:
inoltre svolgono un ruolo importante anche i cibi di origine animale come uova,
pollame, pesce azzurro o carni rosse.
ASMA Tra le sue cause
troviamo un consumo eccessivo di latticini, di cibi contenenti grassi e olio,
di zucchero, dolci e frutta tropicale. Il consumo eccessivo di liquidi e bibite
analcoliche, bevande fredde, latte e bevande a base di latte e succhi di frutta
sono spesso una causa determinante nell'asma.
RAFFREDDORE DA FIENO Il
raffreddore da fieno è il risultato di un consumo prolungato di latticini
, di cibi contenenti grassi e olio, di farinacei e di cereali raffinati insieme
a frutta e succhi di frutta, zucchero, dolci e frutta tropicale.
(Michio
Kushi, Allergies, Japan Publications)
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IL
CALCIO DEL LATTE E' DANNOSO
Il calcio è una pericolosa mania
nata tra i medici e tra la gente, responsabile della prosperità delle industrie
latteo-casearie. Osserviamo in che modo siamo presi in giro. Nessuna specie
al mondo si è mai preoccupata del calcio né della mancanza di calcio.
Durante l'infanzia il calcio viene fornito dal latte materno, dopo lo svezzamento
i carnivori ricavano calcio dagli animali predati e gli erbivori dal regno vegetale.
Nessun animale lo riceve dai derivati del latte. L'assimilazione di calcio
nel corpo umano avviene solo quando è in rapporto 2:1 con il fosforo. Nessun
latte animale ha questo rapporto, perciò nell'uomo non avviene nessuna
assimilazione di calcio (dott. Frank Oski, pediatra, New York). Da dove prende
il calcio il vitello, i cui bisogni di tale minerale sono molto più alti
di quello dell'uomo? Come può essere adatto all'uomo il calcio del
latte di mucca che è stato creato per il vitello? Vuol dire che qualsiasi
cosa contenga calcio può essere consumata dall'uomo anche se è una
pianta velenosa, carne o latte? Se il calcio serve allo sviluppo delle ossa
e alla crescita fisica, perché abbiamo bisogno di calcio anche quando la
crescita è completa? Il bisogno di calcio non si riduce dopo la maturità?
Nessun dubbio, sarà depositato nei vari organi (arterie, articolazioni)
o espulso, sovraccaricando così gli organi escretori in modo da esaurirli
o squilibrarli.
Il calcio è necessario per la propagazione degli
impulsi nervosi, costituisce un elemento utile per tenere insieme le cellule dei
tessuti del corpo, contribuisce a mantenere regolare il battito cardiaco, è
fondamentale per la salute di ossa e denti. E' naturale chiedersi come si fa ad
avere calcio a sufficienza se non si beve latte e non si mangiano latticini. Prima
di tutto, serve solo una piccola quantit di calcio per far fronte a tutte
queste funzioni vitali. L'assimilazione del calcio nel corpo è controllata
dalle ghiandole endocrine e il corpo può ricavare tutto il calcio di cui
ha bisogno da una dieta sana e naturale. La questione, in definitiva, non è
sul modo di aumentare la quantità di calcio assunta ma piuttosto su cosa
trattiene o espelle il calcio dal nostro organismo. Il calcio si trova in tutti
i cibi che crescono sulla terra. Essi forniscono facilmente sufficienti quantità
di calcio per far fronte alle necessità sia dei bambini in fase di crescita
che degli adulti. Le piante assorbono il calcio dal terreno e lo incorporano nella
loro struttura. E' stato stabilito chiaramente che i vegetali a foglia verde sono
una fonte primaria di calcio utilizzabile nella nutrizione umana. Ma hanno calcio
a sufficienza anche le noci e i semi crudi, i cereali, la frutta fresca, la frutta
secca e le verdure.
(Nand Kishore Sharma, Latte e formaggio, rischi
e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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ALTERAZIONI
E SOFISTICAZIONI
Proprio per la grandissima varietà di componenti,
il latte costituisce anche un ottimo ricettacolo per la vita e la moltiplicazione
dei microrganismi che provocano sempre delle alterazioni. La carica microbica
può essere rappresentata da agenti patogeni (tubercolosi, carbonchio, tifo,
ecc...) e da non patogeni che possono modificare l'aspetto del latte. La trasformazione
più comune, dovuta a normale flora batterica, è l'inacidimento provocato
dal "bacterium acidi lactici" che trasforma il lattosio in acido lattico.
E' per questa trasformazione chimica che la reazione quasi neutra del latte appena
munto passa ad acida col passare del tempo; col progredire del fenomeno la quantità
di acido lattico può portare alla coagulazione della caseina.
Le
sofisticazioni del latte vanno dall'annacquamento e scrematura all'aggiunta di
farine e albume d'uovo (per mascherare l'annacquamento), all'uso di bicarbonato
di sodio (per neutralizzare l'incipiente acidità), acido borico, salicilico
e formalina (per far credere fresco un latte di non recente mungitura). L'operazione
di sofisticazione più semplice e frequente è quella di scremautra
e annacquamento. Con la prima la densità del latte aumenta, con la seconda
diminuisce: operando quindi in maniera opportuna (togliendo grasso e aggiungendo
acqua) la densità del latte non viene ad essere variata dai suoi valori
nominali. Le sofisticazioni più comuni del burro consistono nell'aggiunta
di grassi estranei e nella cattiva zangolatura (il burro ben lavorato, tagliato
di fresco deve risultare omogeneo e non deve lasciare essudare gocciole di liquido).
Le più comuni alterazioni del formaggio sono invece: la screpolatura,
che permette un facile inquinamento della pasta per opera di muffe o insetti (è
dovuta all'acidità troppo alta del latte o a una cottura troppo spinta
della cagliata o a non opportune condizioni di conservazione in casiera); il gonfiore,
che procura cattivo odore e formazione di vacui (bolle d'aria) al formaggio (è
dovuto a fermentazioni anormali favorite dal cattivo spurgo della cagliata, da
mancanza di pulizia nella mungitura, dai foraggi insilati, dall'acqua inquinata).
Le sofisticazioni più comuni del formaggio consistono infine nell'aggiunta
di sostanze estranee quali margarine, fecole, conservanti e coloranti. (A.Bischi,
Merceologia oggi, Trevisini editore)
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PASTORIZZAZIONE
E OMOGENEIZZAZIONE
La pastorizzazione viene applicata dalle centrali
del latte con lo scopo di risanare il latte mediante azione batteriostatica (cioè
con l'impiego di una sostanza che impedisce lo sviluppo di batteri) e battericida
(impiegando una sostanza che uccida i batteri già presenti). L'intento
è quello di fornire al consumatore un alimento con carica batterica molto
ridotta, esente cioè da microbi patogeni, e con la minima modificazione
organolettica nei confronti del latte crudo. In altre parole, di ottenere un alimento
sterile anche se consumato a distanza di tempo e non prodotto nella più
assoluta igiene. La Enciclopedia Funk & Wagnell's definisce la
pastorizzazione come il processo di riscaldamento di un liquido, il latte in particolare,
a una temperatura tra i 75 e gli 85 gradi per distruggere i microrganismi nocivi
senza cambiarne materialmente la composizione, il sapore o il valore nutritivo.
Se questa definizione fosse valida non esisterebbe sul mercato nessun tipo di
latte pastorizzato poiché il latte subisce con questo processo una trasformazione
del gusto, del valore nutritivo e della composizione. Il procedimento venne così
chiamato dal nome del chimico francese Louis Pasteur, che creò il processo
unicamente per salvare dalla bancarotta i produttori di vino francesi. A causa
della mancanza di pulizia e di altri fattori il vino diventava acido prima ancora
di essere venduto e occorreva fare qualcosa. Così Pasteur trovò
il modo di uccidere i germi o i batteri che erano la causa di questo inconveniente;
in questo modo salvò l'industria del vino. La pastorizzazione del latte
è un trucco creato dal commercio teso a far soldi con la scusa della prevenzione
e della preservazione della vita. Il commercio dei latticini è un grossissimo
affare e probabilmente non avrebbe mai raggiunto le attuali proporzioni se non
fosse stata realizzata la pastorizzazione. Pastorizzare significa, in definitiva,
rendere il latte più duraturo e di uso più pratico. E ancora: proprio
grazie a questo trattamento è possibile utilizzare il latte per una grande
varietà di prodotti. Contrariamente all'intento originario, la pastorizzazione
uccide importanti microrganismi e contemporaneamente molte - se non la maggior
parte - delle sostanze contenute nel latte. Come afferma il dottor Morishita,
la pastorizzazione uccide importanti microrganismi insieme alla maggior parte
delle vitamine. E in Milk di John Tobe si legge: "E' stato scoperto che la
pastorizzazione e il normale trattamento del latte alterano le vitamine C, E,
K e quelle del gruppo B. Alterano pure gli enzimi, fattori di crescita e fattori
anti-rigidità. Vengono altresì modificate le molecole del calcio
e delle proteine. Uno dei più forti argomenti a favore della pastorizzazione
è che essa dovrebbe prevenire la possibilità di contrarre malattie
diffuse attraverso sporcizia e sudiciume. A mio avviso queste non sono altre che
chiacchere. Questo ci suggerisce che non possiamo dar credito ai contadini e agli
addetti del settore caseario. Ci suggerisce che il Ministero dell'Agricoltura
non è in grado di garantirci latte pulito e integro". L'omogenizzazione
è invece l'operazione con la quale i globuli di grasso vengono frantumati
sino a un diametro tale da non aversi più nel latte l'affioramento spontaneo.
Il latte omogeneizzato resta uniformemente cremoso, ha un gusto più ricco,
un colore leggermente più bianco ed è di più facile digestione.
Questo procedimento ha funzioni principalmente estetiche e inoltre cerca di limitare
i danni sul sistema digerente del latte in alcuni individui. Kurt Oyster, un medico
di Bridgeport nel Connecticut, ha avanzato l'ipotesi che l'omogeneizzazione -
scomponendo le molecole del latte in parti più piccole - consente ad alcune
sostanze non digerite di superare le pareti intestinali. Una di queste sostanze
è un enzima chiamato Xantina ossidasi (XO), che si trova normalmente nei
grassi del latte e che favorisce la scomposizione delle proteine. Dopo aver superato
la parete intestinale ed essere stato 'catturato' dal sistema linfatico - afferma
il dottor Oyster - l'XO va a finire nella circolazione del sangue. Percorrendo
le arterie, questo enzima ne sfrega e corrode le pareti causando piccole lesioni
primarie. Il corpo, per difendersi da questo effetto, deposita fibrina e colesterolo
sulle lesioni onde evitare ulteriori danni (il che porta ad una occlusione delle
arterie). L'abitudine di omogeneizzare il latte può quindi essere una delle
ragioni per le quali bambini molto piccoli presentano già un indurimento
delle arterie.
(Anne Marie Colbin, Cibo e guarigione, Macroedizioni)
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LATTE
INQUINATO DA NITRATI
Una mucca mangia del cibo vegetale che è
cresciuto su una vasta superficie di terreno, sia che bruchi l'erba liberamente
sia che si trovi in un allevamento. Possiamo dire che la mucca concentra nel suo
latte uno spazio molto vasto. Se poi il latte viene usato per fare il formaggio,
in un etto di formaggio si concentra circa un litro di latte. Il formaggio concentra
lo spazio in cui è cresciuto il cibo della mucca di dieci volte più
del latte. E' un discorso all'apparenza strano ma che acquista un suo senso quando
spieghiamo che stiamo parlando di agenti di inquinamento ambientale e dei loro
residui nel cibo. Ricordate i suggerimenti, strettamente macrobiotici, che ci
venivano dati dalle autorità dopo l'incidente di Chernobyl? Quella fu un'emergenza,
ma il discorso vale anche per gli inquinanti che continuano ad essere usati in
tempi normali, come per esempio i nitrati. I nitrati sono sostanze chimiche
presenti naturalmente nell'acqua e nel suolo ma vengono anche aggiunti al terreno
come fertilizzanti e usati come conservanti nei cibi. Come ogni altra cosa che
viene messa sul terreno, essi si infiltrano nel sottosuolo e raggiungono le vene
acquifere e i fiumi. I produttori di latte fanno spesso uso di fertilizzanti per
favorire la crescita di campi lussureggianti di foraggio per i loro animali. Crescendo,
l'erba assorbe i nitrati, il bestiame mangia l'erba, l'erba prende ancora più
nitrati dal terreno e le mucche finiscono per avere una dieta ricca di nitrati,
ulteriormente aggravata dal fatto che anche l'acqua che bevono contiene nitrati.
Il risultato finale è che il bestiame produce del latte contenente nitrati
e poiché la maggior parte delle persone ne consuma circa mezzo litro al
giorno, esse assumeranno regolarmente anche una quantità notevole di nitrati.
Vi è una certa evidenza medica che suggerisce come le nitrosamine possano
provocare il cancro del'esofago, ma fino ad oggi sono stati fatti pochissimi studi
in merito.
(Stephanie Lashford, The residue report, Thorson Publishing
Group, Wellingborough) TORNA
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LATTICINI
E DIOSSINA
Buona parte della popolazione dei Paesi industrializzati
è esposta a concentrazioni di diossina (divenuta tristemente nota in Italia
dopo l'incidente di Seveso) tali da produrre effetti sull'efficienza riproduttiva
di uomini e donne e da provocare casi di cancro in una persona su 1.000-10.000.
L'assunzione di diossina avviene per esposizione diretta o per ingestione con
il cibo, soprattutto derivati del latte, carne e pesce. Secondo una recente ricerca
dell'EPA (l'Agenzia ambientale americana), le diossine hanno un effetto sulla
produzione di ormoni che può portare a effetti irreversibili sull'organismo:
gravi forme di cancro, riduzione della produzione spermatica, femminilizzazione
nei maschi, endometriosi, riduzione della fertilità nelle femmine, alterazioni
del sistema immunitario e difficoltà di sviluppo e di apprendimento nei
bambini. Tutto questo a partire da dosi molto più basse di quelle attualmente
ammesse. La normativa italiana stabilisce limiti massimi di emissione dagli inceneritori
che sono fino a 400 volte superiori a quelli stabiliti dalla normativa tedesca,
olandese e norvegese. Altre fonti principali di diossina sono il PVC e lo sbiancamento
della carta. Secondo Greenpeace le regioni italiane più a rischio sono
il Veneto, l'Emilia - Romagna, la Puglia e la Sardegna.
(da Notizie
Verdi, numero16, settembre 1994)
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INIZIO PAGINA ALLEVAMENTI
INTENSIVI: LA POMPA DA LATTE A QUATTRO ZAMPE
La mucca è considerata
dall'industria casearia solo una pompa da latte a quattro zampe, una macchina
per produrre latte a scopo di lucro: ovvero, massima produzione al minimo costo.
La grande industria lattiero-casearia si vanta di essere riuscita, con i moderni
mezzi messi a disposizione dalla tecnologia e dalla genetica, a far produrre alle
mucche di oggi tre volte più latte rispetto alle loro antenate. Non vengono
però menzionate le sofferenze inflitte alle povere, mansuete mucche: le
poppe sono larghe e tese dal troppo latte succhiato via inesorabilmente da ogni
pompa, esse sono sempre incinte, prigioniere in cubicoli di cemento, spesso col
pavimento metallico, incatenate e senza possibilità di muoversi. Questa
vita così innaturale rende le mucche nervose, per cui vengono riempite
di antibiotici (per non menzionare gli ormoni per la produzione di latte). Nonostante
questi sforzi la povera mucca crudelmente spremuta sopravvive solo pochi anni,
mentre le mucche ruminanti di un tempo vivevano fino a 20-25 anni. Prima di morire,
però, la mucca è stata ancora in grado di procreare un certo numero
di figli e figlie, che però non può nemmeno vedere. Le vengono infatti
tolti subito dopo la nascita e, se si tratta di figlie, seguiranno il suo destino
di pompe da latte a quattro zampe; se invece sono vitellini, vengono subito venduti
per essere trasformati nel giro di qualche mese nelle "fettine di vitello"
dalla polpa tenera e rosata.
(Paolo Antognetti, da Latte e formaggio,
rischi e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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L'ALLATTAMENTO
AL SENO CONVIENE
Il contributo più importante per la salute
futura del vostro bambino sta nell'attenzione che prestate alla vostra dieta durante
la gravidanza e alla corretta alimentazione del vostro bambino dopo la nascita.
Siccome i pediatri ne sanno poco e tanto meno sono interessati alla nutrizione,
ogni donna deve diventare un'esperta su quello che riguarda il proprio bambino.
La vostra prima e più importante decisione in fatto di nutrizione - se
allattare o meno il bambino al seno - deciderà della sua salute e del suo
sviluppo nell'infanzia e per il resto della sua vita. L'allattamento al seno
pone le basi per una sana crescita fisica ed emotiva e produce anche molti benefici
effetti sia su di voi che sul vostro bambino. Il latte materno si è dimostrato
per milioni di anni il migliore nutrimento per i neonati perché è
il cibo perfetto della natura. Fornisce al bambino tutte le sostanze nutritive
di cui ha bisogno per una crescita sana almeno per i primi sei mesi di vita e
tutte le autorità in campo nutritivo e pediatrico confermano la sua superiorità
sia sul latte in polvere che sul latte vaccino. Il latte di mucca,
infatti, non contiene abbastanza ferro e non lo si dovrebbe dare ai bambini, per
lo meno nei primi sei mesi di vita. Anche dopo dovrebbe essere introdotto nella
dieta con estrema cautela poiché molti bambini sono allergici al latte
di mucca. Si presume che questa sia la causa potenziale di molte malattie. Anche
l'alimentazione con latte in polvere è meno soddisfacente dal punto di
vista nutritivo. Se allattate il vostro bambino non c'è alcun pericolo
che alcuni elementi nutritivi essenziali manchino al vostro latte, lo stesso non
si può dire per i latti istantanei. Nutrire i bambini con il latte
nel biberon li predispone inoltre ad obesità a causa della carenza di giuste
proporzioni tra gli ingredienti. Il latte umano ha un contenuto di proteine dell'1,36%:
il latte vaccino e il latte in polvere ne contengono il 3,3% o più. Per
questo motivo uno studio su 250 lattanti di sei settimane ha rilevato che il 60%
dei bambini nutriti col biberon era sovrappeso, contro il 19% di quelli allattati
al seno. L'eccesso di proteine sovraccarica indebitamente i reni ed alcuni bambini
prendono peso più in fretta perché trattengono più liquidi.
Inoltre, i bambini allattati col biberon sono nutriti in dosi prestabilite e ad
ogni pasto viene data loro una certa quantità di latte. Troppo spesso le
madri sentono di dover incoraggiare il bimbo a bere tutto il latte del biberon,
dandogliene magari 200 grammi quando 150 gli basterebbero.
Un bambino
allattato al seno riceve inoltre dal latte della madre una naturale immunità
ad allergie ed infezioni, negate invece ai bambini nutriti col biberon. Il latte
della madre contiene sostanze uniche che inibiscono lo sviluppo di batteri e virus,
proteggendo il vostro bambino dalle malattie proprio durante i mesi più
rischiosi della sua vita. Il legame madre-bambino è essenziale per
lo sviluppo emotivo del vostro bambino e dà anche a voi ricompense emotive.
Nutrire il bambino allattandolo è il modo ideale per stabilire questo legame
praticamente quasi dal momento della nascita. A meno che non vi siano stati somministrati
troppi farmaci durante il parto (cosa di cui risente anche il bambino), il suo
desiderio di essere allattato giunge al suo apice 20-30 minuti dopo la nascita.
Da quel momento in poi dovrebbe essere nutrito ogni volta che ne manifesti il
desiderio, il che potrebbe anche accadere una ventina di volte al giorno. Le ricompense
emotive e psicologiche dell'allattamento non possono essere sottovalutate. Il
dottor Grantly Dick-Read, considerato il padre del movimento della nascita naturale,
dice: "Il bambino appena nato ha solo bisogno di tre cose: il calore tra
le braccia della madre, il nutrimento dal suo seno e la sicurezza nella consapevolezza
della sua presenza. L'allattamento al seno soddisfa tutte e tre queste sue necessità".
I neonati dovrebbero essere nutriti quando hanno fame e non in base a qualche
tabella arbitraria. L'appetito del vostro bambino è regolato dal suo bisogno
di cibo e non dall'orologio della nursery. Se il vostro bambino è nato
in ospedale cercate di ottenere il permesso di tenervelo in camera, in modo da
poterlo allattare ogni volta che lo desidera. Se ciò non è permesso
chiedete che ve lo portino quando ha fame e non ogni quattro ore. Pregate anche
il vostro dottore perché insista che non venga dato al bambino alcun nutrimento
supplementare. Alcune infermiere non possono resistere alla tentazione di mettergli
in bocca un biberon quando piange, anche se il bambino è già stato
allattato. Questo gli toglierà l'appetito per quando lo allatterete, perciò
insistete con le infermiere di portarvelo subito quando piange. Cominciate ad
allattare il vostro bambino pochi minuti dopo il parto: questo vi aiuterà
a prevenire eventuali emorragie poiché la suzione provocherà la
contrazione dell'utero, affrettandone il ritorno alle normali condizioni e riducendo
così il flusso di sangue.
Le madri che allattano riescono a
ritornare al loro peso normale più facilmente di quelle che abbandonano
questa fase del ciclo riproduttivo ricorrendo all'allattamento artificiale. Normalmente
circa quattro chili del peso che la madre prende durante la gravidanza sono di
grasso che si pensa venga accumulato per darle la possibilità di produrre
latte per il suo bambino dopo la sua nascita. Se allattate, questo grasso in eccesso
viene consumato durante questa fase. Se non succede, devono essere prese misure
'eroiche' per ritornare al vostro peso normale.
Le madri mi domandano
spesso quante volte devono allattare i bimbi, per quanto tempo e quanto debbano
mangiare. La risposta che dà - sia che il vostro bambino sia alimentato
al seno o col biberon - è che sia il bambino a deciderlo. Allattatelo quando
sembra nervoso, lasciatelo succhiare e non vi preoccupate se mangia troppo o troppo
poco. Il bambino succhia l'80-90% del latte a disposizione in circa quattro minuti
di suzione a ciascun seno. Comunque è consigliabile tenercelo più
a lungo per ragioni emotive e per stimolare la produzione del latte. L'atto di
allattare, anche quando c'è poco latte, ne stimola la produzione. Se limitate
il periodo di allattamento o se non allattate il bambino abbastanza spesso, la
produzione di latte si potrà ridurre a tal punto che non potrete più
soddisfare le esigenze del bambino. Le ragioni emotive che vi possono spingere
a prolungare il periodo dell'allattamento sono molto importanti. Alcune madri
vengono anche intimidite dall'idea che l'allattamento al seno sia una seccatura,
scomodo e poco pratico. Senza dubbio molte madri la pensano così ma, in
base alla mia esperienza, una volta che hanno provato i piaceri dell'allattamento
cambiano rapidamente idea. Allattare è dunque una necessità per
la madre e il bambino, legati entrambi nel periodo post-natale da un meraviglioso
e crescente rapporto di amore e da una interdipendenza reciproca estemamente ripagante. (Robert
S. Mendelsohn, da Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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PAGINA
A
CIASCUNO IL SUO LATTE
Il latte materno è un alimento molto
nutriente che lenisce l'anima, che porta il calore della vita, che aiuterà
il bambino a sviluppare le proprie capacità di offrire calore e amore al
prossimo. A causa di ciò il latte in generale è stato associato
alla buona nutrizione e alla naturalezza, alla gioia e all'innocenza dell'infanzia.
Ma cosa succede se gli uomini bevono il latte di un altro animale, per di più
sottoposto a diversi processi che ne alterano lo stato naturale? Il latte fresco
non trattato di mucca, capra, pecora, cammello, yak e di altri animali simili
possiede numerose qualità e sostanze nutritive ma ha una composizione chimica
diversa da quella del latte umano e non possiede il campo energetico umano, la
qualità umana. Quando poi questo latte viene pastorizzato e omogeneizzato
possiamo essere certi che è una sostanza completamnte diversa da quella
che arriva direttamente dal capezzolo della madre alla bocca del neonato (senza
neanche entrare in contatto con l'aria). In quanto tale non può che avere
effetti totalmente diversi. La moderna scienza nutrizionista considera il
latte (vaccino, pastorizzato e omogeneizzato) un alimento eccellente perché
ricco di proteine e di calcio. Negli ultimi tempi il contenuto di grassi di questo
alimento è stato messo sotto accusa, tanto che si preferisce consumare
il latte scremato o magro. Il latte umano ha lo stesso contenuto di grasso di
quello vaccino. Forse allora non dovremmo preoccuparci dei grassi ma della concentrazione
(considerata tanto salutare) nel latte vaccino di proteine, calcio e sodio. Confrontate
le composizioni nutritive del latte vaccino e di quello materno e potrete notare
diverse differenze. Il latte vaccino ha quattro volte più proteine
e quasi quattro volte più calcio del latte umano. Esso quindi si adatta
perfettamente alle esigenza di crescita di un vitello, che a sviluppo compiuto
pesa tre o quattro volte più di una persona adulta. Il rapporto calcio/fosforo
nel latte umano è di 2,35:l, ma è solo di 1,27:l in quello vaccino.
Secondo il dottor Oski, primario del reparto di pediatria all'Upstate Medical
Center, State University of New York, "sarebbe auspicabile usare come fonte
primaria di calcio solo gli alimenti con un rapporto calcio/fosforo di due a uno
o superiore". Questo perché il fosforo può combinarsi con il
calcio nel tratto digerente e impedirne di fatto l'assorbimento. Perciò
gli esseri umani assorbono meno calcio dal latte vaccino (che ne è ricco)
che da quello materno (che ne ha invece un contenuto inferiore). In altri termini,
ciò che conta per la quantità ottimale di nutrienti di cui abbiamo
bisogno non è la quantità ma il contesto. I grassi dei due tipi
di latte sono di qualità diversa ma, a mio avviso, mettere sul banco degli
imputati i grassi del latte vaccino equivale a prendersela con la persona sbagliata.
I grassi, infatti, sono l'unico nutriente con valori simili nei due tipi di latte.
Il latte umano ha invece una quantità quasi doppia di carboidrati rispetto
a quello vaccino: 7 gr. contro 4,9 gr. Il latte vaccino è quindi relativamente
carente di questo nutriente e ciò può forse spiegare l'abitudine
di dolcificare il latte vaccino o di inserire zucchero nelle diete a base di latticini.
Il consumo di latte vaccino (o dei suoi prodotti) provoca perciò un forte
desiderio di dolci. Il latte umano contiene solo 16 mg di sodio contro i 50 mg
presenti nel latte vaccino. Il sale, inoltre, viene aggiunto a quasi tutti i formaggi
per renderli più saporiti. Sembra perciò che il latte vaccino sia,
insieme ai formaggi salati, una delle fonti più comuni dell'eccesso di
sodio tipico della dieta contemporanea. Il modello sintetico ritiene che di più
non sempre è meglio e che un eccesso di una sostanza possa determinare
problemi tanto quanto una sua carenza, sconvolgendo l'equilibrio del sistema.
Il consumo di latte umano garantisce nel sistema-uomo una crescita regolare, il
giusto livello energetico e l'assenza di eccessi perché tutti questi alimenti
vengono completamente utilizzati. Questo alimento, così profondamente umano,
è in armonia con il metabolismo degli uomini. Se invece si consumano, per
esempio, 100 gr di latte vaccino vi sarà un'eccedenza - rispetto alle esigenze
dell'uomo - di 2,4 gr di proteine e di 85 mg di calcio. (Anne Marie Colbin,
da Cibo e guarigione, Macroedizioni)
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LATTE
VACCINO PRIMA DEI NOVE MESI: PROBLEMI E CONSEGUENZE
| PROBLEMI
CAUSATI DAL LATTE VACCINO | CONSEGUENZE | | Eccessi di proteine | Maggiore
durata della digestione gastrica | Inversione del rapporto
caseina/sieroproteina | Aumento dei processi putrefattivi intestinali, del
carico renale di soluti, dell'azotemia, dell'escrezione di urea, del "net
acid imput" | | Minore contenuto di nucleotidi | Minore
utilizzazione delle proteine | | Deficit relativo di cistina | Carenza
di cistina | | Deficit di lattosio | Minore disponibilità
di materiale plastico per la sintesi di cerabrosidi; pericoli di acidosi e ipoglicemia
da intolleranza al fruttosio (immaturità della fruttofosfoaldolasi) | | Maggiore
contenuto di acidi grassi saturi | Aumento dell'escrezione del grasso fecale | | Differente
posizione degli acidi grassi nella molecola di trigliceride | Aumento della
lipemia, insufficiente sintesi del colesterolo che provoca una quantità
anomala di grassi nel sangue | | Elevato consumo di sali | Aumento
della P.O., rischio di disidratazione iperosmotica, aumento del senso di sete,
aumentata assunzione del latte | | Deficit relativo di acidi grassi
essenziali | Difettosa sintesi di fosfolipidi e cerebrosidi, minore utilizzazione
proteica | | Diminuito rapporto calcio/fosforo | Maggiore
assorbimento del fosforo | | Diminuito rapporto magnesio/fosforo | Rischio
di ipocalcemia e ipomagnesemia | | Assenza di leucociti | Maggiore
frequenza di infezioni, specie intestinali | | Assenza di IgA, minore
contenuto di lisozima e di lattoferrina | Mancato sviluppo del Lactobacillus
Bifidus | | Assenza di mucoproteina gastrica | Sviluppo di
E. Coli nella flora intestinale | | Presenza di antigeni | Rischio
di allergie
|
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EFFETTI
DANNOSI DEL LATTE DI MUCCA SU NEONATI E BAMBINI
PROTEINE IN ECCESSO Il
bambino alimentato con latte di mucca o di bufala, con un consumo da 1 a 1,5 litri
al giorno, assume quasi 40-60 gr di proteine. Il neonato che pesa sui 6-7 kg prende
ogni giorno 7-8 gr di proteine per kg di peso corporeo, invece del normale fabbisogno
di 1,8 gr. Questa condizione particolare porta ad una sindrome da eccesso di proteine.
Il bambino che ha un appetito eccessivo, che piange molto, che ha coliche intestinali,
che vuole sempre latte e che ha dilatazioni intestinali è costipato e ha
feci voluminose, dure e nauseanti e produce una gran quantità di urina
maleodorante. Questi bambini sottonutriti talvolta possono pesare - all'età
di 10-12 mesi - circa 6 kg contro i previsti 9-10 kg.
DANNI AL FEGATO Il
bambino ha un ingrossamento marcato del fegato a causa dell'eccessivo carico di
grasso e di proteine.
DANNI AL CUORE Troppe proteine portano a effetti
avversi nel metabolismo del corpo, con il risultato che il bambino ha un'evidente
tachicardia, vale a dire un battito cardiaco molto veloce e una respirazione molto
rapida e faticosa. Talvolta c'è un ingrossamento del cuore che probabilmente
è causato dalla ritenzione di sodio nel sangue, perché il latte
di mucca o di bufala contiene 3-4 volte più cloruro di sodio del latte
umano.
PERDITA DI PESO I più grandi svantaggi derivanti da
un eccesso di proteine sono la perdita di peso e la mancata crescita, nonostante
il bambino assuma molte calorie da molto cibo non equilibrato. Questa situazione
può essere peggiorata dall'aggiunta di alimenti come uova, pollo, pesce
e altri poiché essi aggiungono alla dieta un ulteriore carico di proteine.
La dieta è così molto sbilanciata perché contiene troppe
proteine, troppi grassi e, di solito, pochi carboidrati.
ALTO TASSO
DI UREA NEL SANGUE Una grande quantità di proteine nella dieta comporta
un livello troppo alto di urea nel sangue, un aumento nel sangue del livello di
ammoniaca, acidosi e disturbi nell'equilibrio elettrolitico. Livelli alti di ammoniaca
nel sangue sono pericolosi perché possono produrre danni al cervello, soprattutto
in quello dei neonati. Nei bambini che alla nascita pesavano poco questa condizione
è descritta come "iperammoniemia nutrizionale". Alcuni scienziati
americani hanno osservato la crescita dei bambini che erano sottopeso alla nascita
e a cui era stata data una dieta con molte proteine nel periodo neonatale e nell'infanzia:
essi hanno potuto riscontrare che i progressi di questi bambini a scuola, anche
all'età di 7 anni, erano più lenti. Un tale effetto contrario allo
sviluppo intellettuale dei bambini è stato riportato anche dal gruppo medico
del Bombay Medical Hospital (dott. P.M. Udani, pediatra).
ANEMIA Il
latte di mucca provoca anche l'anemia, da moderata a grave, a causa della mancanza
di ferro. I bambini alimentati con latte di mucca hanno i valori dell'emoglobulina
da 3 a 8 g/dl, cioè dal 25% al 60% in meno rispetto ai valori normali.
Il latte è inoltre povero di iodio e di ferro ma i bambini nascono con
una grande riserva di ferro nel fegato. Il dott. Rosamond elenca i seguenti sintomi
tipici di un eccessivo consumo di latte vaccino nei bambini: pallore, stitichezza,
irritabilità, rifiuto del cibo (e la madre insiste con più latte),
sonno agitato, incubi, enuresi e in qualche caso un certo appetito per sostanze
anomale come la sporcizia. Il dott. Albert S. Schwarts, professore assistente
di Clinica medica all'Università di Washington, ha evidenziato che tra
i bambini che fanno un gran consumo di latte le anemie nutrizionali sono più
comuni.
TETANIA La tetania è una sindrome per cui un bambino
ha delle convulsioni dovute a un basso tasso di calcio nel sangue. Il bambino
che fa un gran consumo di latte di mucca assume una gran quantità di fosforo
e soffre di quella che è stata descritta come "convulsioni iperfosfatemiche
ipocalcemiche". Poiché il latte di mucca è povero di vitamina
D, questa condizione è ulteriormente aggravata se il bambino soffre di
rachitismo. SCARSA ASSIMILAZIONE DEI MINERALI Il latte umano forma
invece una piccola massa soffice e flocculosa che è di facile digeribilità.
Il latte vaccino forma invece un grande caglio duro che è difficile da
digerire per il bambino. I minerali del latte di mucca non sono quindi prontamente
assimilati dal bambino cosicché un terzo di questi va a finire nell'intestino
per essere poi eliminato.
CARENZA DI CARBOIDRATI Con il latte di
mucca il bambino ha un apporto di carboidrati non sufficiente, troppe proteine
e troppo grasso. Esistono varie sindromi che possono presentarsi nei bambini alimentati
con il latte di mucca ma non in bambini allattati al seno.
PROBLEMI
GASTROINTESTINALI L'intestino è l'organo più frequentemente coinvolto
nel vomito infantile. Entro un'ora dall'ingestione di latte di mucca il bambino
può presentare il vomito, anche come in un'ostruzione acuta o stenosi pilorica.
Negli studi pubblicati è riportata un'incidenza del vomito dal 25% al 30%
dei casi.
DIARREA La diarrea è comunemente presente nel 25-75%
dei casi e può essere di intensità variabile. Quando ne deriva un
danno grave alla mucosa intestinale può presentarsi una deficienza secondaria
di lattasi, una cattiva assimilazione, deficienze di crescita, steatorrea (perdita
di grassi dall'intestino) ed emorragie occulte.
DOLORI E COLICHE Questi
sono sintomi comuni. Possono variare di intensità e sono associati a pianto
eccessivo, movimento delle gambe dopo il pasto e mancanza di sonno. Più
il bambino riceve e più urla. Vaghi dolori addominali nei bambini più
grandi possono essere dovuti ad allergie al latte e, qualche volta, a problemi
emotivi.
(Nand Kishore Sharma, da Latte e formaggio, rischi e allergie
per adulti e bambini, Macroedizioni)
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LATTICINI
E MALATTIE
CALCOLI RENALI E LATTICINI I calcoli renali dipendono
principalmente dall'eccesso di calcio nel latte. I calcoli renali sono così
comuni nel mondo occidentale che si stima che 12 persone su 100 avranno almeno
un calcolo nella loro vita. Un africano che vive invece in condizioni tribali
raramente ne è affetto: la malattia, ad esempio, è quasi sconosciuta
nella tribù Bantù. Se l'urina è sovrassatura di sali
di calcio provoca precipitazioni e cristallizzazioni. Questi cristalli possono
rimanere intrappolati negli stretti tubuli renali e, di conseguenza, crescono
fino a formare calcoli (Robertson e Peacock). Robertson e altri hanno dimostrato
la correlazione tra l'incidenza annuale di calcoli, il reddito nazionale pro-capite
e il consumo pro-capite di proteine animali in Gran Bretagna e negli altri Paesi
sviluppati. Lo stesso gruppo di ricercatori ha anche mostrato un aumento di fattori
di rischio per la formazione di calcoli nelle urine in seguito a una dieta con
molte proteine e calcio (di cui, ad esempio, è molto ricco il formaggio).
Il dott. Philip H. Henneman ha notato che i calcoli ai reni si presentano
spesso in persone che bevono un quarto di litro di latte al giorno e ha inoltre
trovato che queste stesse persone non hanno più avuto calcoli renali dopo
avere smesso il consumo di latte. Il dott. Prein, professore di urologia alla
famosa Università di Medicina di Boston, ha fatto un esame completo di
1.000 calcoli renali, scoprendo che il 90% di questi conteneva calcio. Egli ritiene
che l'assunzione di troppo calcio, cioè di cibi come il latte e il formaggio,
possa essere una delle cause dei calcoli renali. Ci sono diversi fattori dietetici
che contribuiscono alla formazione di calcoli: le proteine animali, i carboidrati
raffinati, i legumi (se mangiati in eccesso), diete con poche fibre, l'acqua,
le vitamine, l'alcool. Il latte rimane però il principale tra essi. CALCOLI
ALLA CISTIFELLEA I calcoli alla cistifellea sono fondamentalmente causati da
un alto consumo di grassi, soprattutto di quelli riscaldati come il burro, i grassi
idrogenati (margarina) e gli oli fritti. Un'alta percentuale di persone con i
calcoli alla cistifellea non ha dolori e di solito questi si scoprono durante
l'autopsia o le analisi. Per le donne è maggiore la probabilità
di averli: nella maggior parte dei Paesi occidentali circa una donna su 8 soffre
di questi calcoli che si formano silenziosamente e vengono scoperti accidentalmente.
Spesso vengono così diagnosticati molto tardi perché sopraggiungono
un ittero, un cancro alla cistifellea o al fegato oppure delle coliche molto dolorose.
Il tipo più comune di calcoli è costituito per la maggior parte
di colesterolo. Pertanto, più colesterolo c'è nella bile e più
alta è la tendenza al formarsi dei calcoli alla cistifellea.
LATTE
E ASMA Un bevitore di latte non potrà mai riuscire a guarire dall'asma.
Gli asmatici di solito sono dei grandi bevitori di latte. Né i pazienti
né i medici hanno saputo riconoscere i dannosi effetti del latte sull'asma
e i primi muoiono di asma pensando che non c'è una cura e senza capire
qual'è il vero responsabile della malattia. Escludendo dalla dieta il latte
e i latticini i casi di asma possono migliorare immediatamente. Lo sviluppo dell'asma
è infatti causato dalla capacità di questo alimento di produrre
allergie e muco. I medici allopatici e ayurvedici inducono i loro pazienti malati
di asma a drogarsi con alte dosi di latte e in questo modo li spingono nella tomba
invece di curarli. Molti pazienti, escludendo i latticini dalla loro dieta, sono
invece guariti completamente o hanno comunque tratto un certo sollievo dopo tanti
anni di problemi respiratori. Pratiche salutistiche come respirare aria fresca,
fare esercizio fisico, praticare tecniche di rilassamento e seguire un semplice
regime dietetico naturale hanno infatti eliminato per alcuni giorni spessi e collosi
depositi di muco. Tale eliminazione libera il petto e l'affanno sparisce, ma l'asma
può subito ritornare se si riprende il consumo di latticini e uno stile
errato di vita. LATTE E MALATTIE GASTROINTESTINALI I danni arrecati dal
latte all'apparato digerente vanno al di là del riparabile. Alcune delle
più comuni malattie digestive provocate dal latte sono:
FLAUTOLENZA:
la presenza di gas è molto comune tra i consumatori di latticini. Questi
gas hanno un odore ripugnante ed errate combinazioni di cibo accentuano il problema.
Essi sono fondalmentamente dovuti all'eccesso di proteine e all'intolleranza al
lattosio. Spesso i gas si formano silenziosamente e possono essere notati dall'addome
gonfio e tirato. La loro pressione può essere così forte da provocare
addirittura degli infarti;
STITICHEZZA GRAVE E EMORROIDI(che ne sono
quasi sempre il prodotto): il latte è un cibo estremamente costipante a
causa del suo basso contenuto di fibre. E' impossibile curare la stitichezza senza
togliere i latticini dalla dieta. Un grande consumo di frutta e verdura può
aiutare in qualche caso ma se si continuano a consumare cereali e prodotti animali
si peggioreranno comunque le condizioni generali dell'intestino;
DISSENTERIA:
i latticini non digeriti e la putrefazione delle proteine irritano costantemente
l'intestino creando catarro intestinale. Tale infiammazione fornisce un buon terreno
per lo sviluppo di infezioni e di parassiti che danneggiano la mucosa intestinale.
Il ritardo nella diagnosi porta a una cattiva assimilazione degli elementi nutritivi
e dei minerali, a una perdita del peso, a deficienze nella crescita, a steatorrea
(perdita di proteine a livello intestinale) e ad emorragie evidenti o più
nascoste: tutti fattori che portano all'anemia. Sono state notate anche enterocoliti
e coliti ulcerative.
LATTE E ULCERE Vari studi hanno recentemente
dimostrato che il latte - una volta considerato il rimedio per le ulcere - è
invece un ulteriore e pericoloso agente deteriorante. Infatti, nonostante un forte
consumo di latte, i pazienti di ulcera peggiorano costantemente giorno dopo giorno,
anno dopo anno. Il latte è usato nella cura dell'ulcera principalmente
a causa della sua capacità di neutralizzare l'acido, il basso contenuto
di fibre e la sua grassa morbidezza. Sebbene sia usato per trarre sollievo, il
suo uso porta invece a terribili conseguenze.
LATTE E CATARATTE L'epidemiologo
Paul F. Jacques del Centro di ricerca sulla nutrizione umana nell'invecchiamento
(USDA) di Boston, ha mostrato nei suoi studi che il galattosio (uno zucchero contenuto
nel latte), normalmente metabolizzato velocemente da un enzima, distrugge il cristallino
dell'occhio nelle persone che hanno deficienza di questo enzima e così
facendo porta alla cataratta. (Nand Kishore Sharma, da Latte e formaggio, rischi
e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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LATTE
E CANCRO
E' stato notato per oltre un decennio che l'incidenza di determinati
tipi di cancro è particolarmente alta in quelle regioni o Paesi in cui
il consumo di latte di mucca costituisce la componente principale della dieta.
L'uso di latte è quindi fortemente responsabile dell'impazzimento delle
cellule del corpo umano. Si può dedurre che tale condizione è favorita
dalla costante assunzione di ormoni della crescita che, in natura, sono previsti
per la crescita dei vitelli e non degli esseri umani. Gli ormoni della crescita
contenuti nelle proteine del latte, secondo il dott. Maynard Murray, non sono
influenzati dalla bollitura, dalla pastorizzazione o dalla cottura e si trovano
in tutti i derivati del latte, eccetto la panna e il burro. I miei studi su
più di 7000 casi di cancro mi hanno permesso di giungere a una conclusione
definitiva: approssimativamente, il 30% dei casi di cancro si presenta tra le
persone che hanno consumato latticini in modo eccessivo. La maggior parte di queste
persone non aveva abitudini nocive come l'uso di tabacco, spezie o troppo sale
raffinato: erano dei vegetariani puri. Alcuni di loro non facevano esercizio fisico.
La legge di causa ed effetto è precisa e immutabile: con l'uso indiscriminato
di cibo molto grasso e proteico sovraccarichiamo e affatichiamo inutilmente il
sistema escretore, portandolo al cedimento e all'atrofia, preparando così
la strada per le malattie degenerative come il cancro e le malattie del cuore.
Uno studio epidemiologico del 1975 ha trovato un'associazione diretta tra
le morti di cancro alla vescica e le quantità di grasso e olio assunte,
specialmente nelle donne. Gli scienziati hanno inoltre collegato il cancro al
rene con grossi consumi di carne, latte (proteine animali) e caffe (B. Amstrong
e R. Doll, Fattori ambientali e incidenza del cancro e mortalità in diversi
paesi, con particolare riferimento alle abitudini alimentari, International Journal
of Cancer 15:617-31).
(Nand Kishore Sharma, da Latte e formaggio,
rischi e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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I
DIECI MOTIVI PER CUI I LATTICINI PROVOCANO IL CANCRO
1.... Ormoni della
crescita Poiché il latte è un prodotto delle ghiandole riproduttive
esso contiene anche una grande quantità di ormoni, tra cui la gonadotropina,
ormoni secreti della tiroide, steroidi e un fattore di crescita dell'epidermide.
Quando la crescita umana è completata questi ormoni continuano a stimolare
le ghiandole e le cellule a una crescita abnormale, portando a uno squilibrio
ormonale e a un cattivo funzionamento dell'attività ghiandolare, che sono
tra le principali cause nello sviluppo del cancro.
2.... Esaurimento
del fegato e degli enzimi del pancreas L'uso eccessivo di latticini produce in
varie forme un affaticamento del fegato e del pancreas che in definitiva provoca
l'esaurimento e il cedimento dell'intero sistema. A causa della mancanza di enzimi
pancreatici e di un adeguato funzionamento del fegato, il corpo non può
digerire le proteine estranee, come le cellule del cancro, e perciò ne
permette la crescita.
3.... Immunita' ridotta Dalla natura ci siamo
sempre più diretti verso la moderna civilizzazione: cibi trattati, stile
di vita sedentario, utilizzo di fertilizzanti chimici e altre sostanze nel cibo.
L'uso di farmaci e di droghe così come una vita competitiva e stressante
hanno abbattuto il livello di immunità degli esseri umani di generazione
in generazione; i nostri antenati, invece, conducevano una vita naturale e laboriosa
, avevano una buona tolleranza, buona immunità e capacità digestive,
un corpo che poteva affrontare tutti gli abusi (incluso l'uso eccessivo di latticini,
proteine e grassi). Ma la generazione moderna ha gradualmente abbassato il livello
di immunità, capacità digerenti e tolleranza con uno stile di vita
artificiale, in modo tale che tutte le malattie degenerative tipiche della vecchiaia
stanno apparendo nell'infanzia e nell'adolescenza. Una simile dieta ci porta definitivamente
verso malattie degenerative come disturbi di cuore, malattie dell'apparato respiratorio
e cancro; l'eccesso di proteine animali è tra le cause del cancro nell'infanzia.
4.... Formazione di cisti, calcoli e fibromi Tutte le cisti, i calcoli
e i fibromi sono direttamente collegati ai grassi e al calcio dei latticini. I
calcoli biliari e le cisti derivano dal grasso fritto mentre i calcoli renali
dipendono dal latte e dai suoi derivati (yogurt e formaggi). L'irritazione costante
provocate dalle cisti e dai calcoli può portare allo sviluppo del cancro
sebbene il processo proceda silenziosamente e con sintomi occasionali che, di
solito, vengono ignorati fino a quando non ci si trova all'improvviso davanti
a un cancro all'ultimo stadio.
5.... Anemia prolungata e inedia delle
cellule I latticini, tra tutti gli elementi, sono quelli che producono più
muco. Questo viene parzialmente eliminato durante gli attacchi stagionali di raffreddore,
tosse, diarrea e foruncoli ma la maggior parte del muco si accumula come una colla
densa e, aderendo all'intestino, ostacola l'assimilazione. Se vi è un deposito
continuo di muco questo forma uno strato spesso che ostruisce i vasi sanguigni
privando le cellule del loro nutrimento, impedendone l'ossigenazione e l'eliminazione.
In questo modo, le cellule anemiche e malnutrite a causa della mancanza di ossigenazione
iniziano a crescere in modo anomalo (cancro) o si atrofizzano.
6....
I rifiuti metabolici dei latticini stressano continuamente il corpo Muco, urea,
ammoniaca, fosfati, eccesso di calcio e di sodio sono i sottoprodotti della digestione
dei latticini. Più si consumano latticini e più questi rifiuti metabolici
vengono prodotti: la stimolazione continua che questi rifiuti tossici provocano
porta a infiammazioni, ulcerazioni e indurimenti o a crescite maligne. Questa
degenerazione viene accelerata se con i latticini si consumano altri cibi altamente
tossici come carne, uova, sale raffinato, legumi in eccesso, caffè e alcool.
I cancri del rene, della vescica e dell'intestino hanno questa origine.
7....
Estrema povertà di fibre dei latticini Il latte è un cibo estremamente
povero di fibre. Il regolare ed eccessivo consumo di latticini unito allo scarso
consumo di cibi con fibra come frutta, verdure e cereali integrali porta inevitabilmente
a grave stitichezza, a un graduale accumulo di sostanze tossiche e ad acidosi
(alta saturazione di elementi tossici nel sangue). Si crea così una buona
base per lo sviluppo del cancro. La maggior parte delle persone che hanno un cancro
sono affette anche da stitichezza cronica. E' più difficile ripristinare
il normale funzionamento con la stitichezza derivante dal latte piuttosto che
con quella causata da altri cibi: la stitichezza causata dal latte è una
specie di lesione permanente. In altri casi l'uso eccessivo di latticini produce
fermentazione nell'intestino e questo avvelenamento porta a diarrea cronica, coliti
e coliti ulcerose, dissenteria e se queste cause non vengono indiviuate in tempo
la situazione può evolvere verso il cancro. Molti casi di cancro rivelano
come il latte riscaldato e pastorizzato faccia progredire le malattie più
rapidamente.
8.... Le proprieta' chimiche del sangue sono sconvolte
L'eccesso di alcune sostanze come calcio e fosforo e l'alto contenuto di sodio
del latte squilibrano le proprietà chimiche del sangue a causa della loro
mancata assimilazione. Il latte riscaldato e pastorizzato rende l'assimilazione
più difficile e i composti chimici che si formano dopo il processo di riscaldamento
aumentano l'acidità e diminuiscono l'alcalinità del sangue. Il rapporto
sodio-potassio e il rapporto sodio-calcio sono notevolmente squilibrati. Senza
cambiamenti della composizione chimica del sangue il cancro non può mai
svilupparsi. Un sangue molto acido e con una composizione chimica molto sbilanciata
è il requisito principale per una crescita anormale delle cellule, come
quella del cancro. Il modo migliore per curare e controllare il cancro è
ristabilire il normale stato chimico del sangue con un cibo naturale e una vita
corretta.
9.... Deficienze causate dal latte Più si consumano
latte, cereali raffinati, legumi, carne e uova e meno si usano frutta e verdura.
La mancanza di frutta e verdure significa mancanza di alcalinità (elementi
basici). L'alta acidità di questi cibi rende necessaria la sottrazione
di minerali alcalini per neutralizzare gli acidi. Da una parte si forniscono cibi
poco alcalini e dall'altra si produce un'alcalinità estremamente bassa
del sangue. Il rischio è una grave deficienza e il cancro è certamente
una malattia dovuta a gravi deficienze.
10.... Le proteine e i grassi
riscaldati diventano cancerogeni Ricercatori come T. Sugimura e altri hanno scoperto
che le proteine animali riscaldate sono altamente cancerogene e mutagene (provocano
cambiamenti nei geni) e alcune sostanze chimiche isolate da proteine riscaldate
si sono dimostrate cancerogene se somministrate ad animali. Si è dimostrato
che lo zucchero del latte e il grasso con il riscaldamento possono anche produrre
composti mutageni e cancerogeni. Gli studi sul cancro del ricercatore australiano
Joseph de Vardas hanno dimostrato in modo conclusivo gli effetti negativi di questo
alimento. Le parti non digerite della proteina del latte (la caseina) vanno in
putrefazione e generano ammoniaca e altre tossine che si depositano nel sangue;
quando il fegato è sovra caricato creano il terreno per la crescita cancerosa.
Oltre al processo di putrefazione della proteina del latte, il grasso non digerito
raggiunge il colon ed è convertito in idrocarburi aromatici policlinici
insaturi che reagiscono facilmente con radicali per formare epossidi, il fattore
più potente cancerogeno.
(Nand Kishore Sharma, da Latte e
formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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LATTICINI
E CANCRO AL SENO
Il cancro alla mammella è legato anche all'accumulo
di grasso proveniente da cibi di origine animale. In uno studio condotto sulle
donne della provincia di Vercelli è emerso che i grassi saturi e le proteine
di origine animale costituivano i più potenti fattori di rischio nella
dieta per quanto riguardava questa forma di cancro. Il ricercatore Paolo Toniolo
ha messo a confronto le diete di 250 pazienti affette da cancro alla mammella
con quelle di 499 donne sane all'incirca della stessa età e ha scoperto
che la maggiore differenza tra i due gruppi era che le donne con il cancro al
seno tendevano a consumare una maggiore quantità di latte, burro e formaggi
molto grassi. Secondo un rapporto su questo studio, pubblicato nel Journal
of the National Cancer Institute del 15 febbraio 1989, il rischio di cancro alla
mammella era tre volte più alto del valore normale di questa popolazione
tra le donne il cui consumo di calorie era costituito per metà da grassi
(di cui al 13-23% grassi saturi e all'8-20% di proteine di origine animale). Si
notò che diminuendo il consumo di grassi, dei grassi saturi e delle proteine
di origine animale, si riduceva il rischio di cancro alla mammella. Oggi la dieta
media è costituita per circa il 42% da grassi, soprattutto sotto forma
di grassi saturi che si trovano nella carne, nelle uova, nei latticini, nel pollame
e in altri cibi di origine animale. Alimenti come gli hamburger, la pizza (a causa
della mozzarella), il pollo fritto, lo yogurt, le patatine fritte in grassi animali
e gli snack industriali sono tra le principali fonti di grassi saturi nella dieta
moderna. I grassi saturi, che sono solidi a temperatura ambiente, sono più
densi e compatti degli oli vegetali insaturi, che sono liquidi a temperatura ambiente.
Un consumo eccessivo dei cibi che abbiamo menzionato precedentemente fa sì
che alla fine i grassi si accumulino nei vasi sanguigni, nei tessuti e nelle cellule,
rendendo il corpo rigido e poco flessibile. Quando i grassi si accumulano all'interno
degli organi e intorno a essi, il flusso di energia attraverso i chakra è
bloccato; e dal momento che si accumulano nei vasi sanguigni, nei muscoli e sotto
la pelle essi bloccano il regolare flusso di energia lungo i meridiani.
(Aveline
Kushi, Dieta, salute, bellezza, Edizioni Mediterranee)
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FORMAGGI
E CANCRO
I depositi di grasso e di muco (a volte molto denso o quasi
solido) causati da un'alimentazione in cui si fa grande uso di formaggi si localizzano
nel corpo in questo modo: a) i formaggi molli, più liquidi e meno salati
'galleggiano' dal diaframma in su; b) i formaggi più densi, salati,
fermentati o speziati si concentrano dal diaframma in giù. In altre
parole, possiamo affermare che i grassi più leggeri si depositano negli
organi più alti: ciò causa muco bronchiale, depositi di grasso alla
gola, cisti alla tiroide, otiti, congiuntiviti, orzaioli; tutti questi disturbi
derivano dalla stessa semplice causa. Il seno è posto sopra il diaframma:
nei Paesi dove si fa un più alto consumo di formaggio si riscontra la maggiore
incidenza di cancro al seno. I Paesi al secondo posto per consumo di formaggio
sono anche al secondo posto nella statistica di incidenza di cancro al seno, e
così via. E' questa, insomma, la statistica più chiara sul rapporto
esistente tra il cancro e gli alimenti. Se per tutte le altre malattie c'è
sempre un margine di dubbio, un qualche altro fattore che può incidere
- come l'età o il tipo costituzionale - e che porta degli elementi nuovi
(e fuorvianti) nella statistica, nel caso del rapporto tra consumo di latte e
formaggio e l'incidenza di cancro al seno i dati sono molto chiari e inequivocabili.
Come abbiamo detto, i formaggi più duri e secchi si depositano in basso:
nel fegato, nella cistifellea, nei reni ma soprattutto nella zona genitale (utero,
prostata, ovaie). Una forma tumorale alimentata dai grassi derivati dal formaggio
(che sono putridi, irranciditi e che hanno assorbito anidride carbonica, poiché
le cellule interessate non possono più ricevere sangue fresco e ossigenato)
è costituita da un catrame nero e denso, oleoso, che richiede un tempo
imprecisato per essere sciolto. Se questo deposito deriva dalla carne o dal pesce
è molto meglio perché la qualità di questi grassi è
più facilmente solubile.
(Ferro Ledvinka, da Latte & Formaggio,
rischi e alternative, Il Giornale per la protezione della salute, numero 3, settembre
1996)
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LATTE
E OSTEOPOROSI
Possiamo distinguere due tipi di osteoporosi: il primo
tipo è causato da una scarsa assimilazione di calcio, il secondo da squilibri
ormonali che tendono a depositare il calcio assunto col cibo nei tessuti molli
anziché in quelli ossei. Questo secondo tipo di osteoporosi si definisce
anche senile ed è la più diffusa. Insorge prevalentemente dopo i
50 anni ed è associata con la comparsa dell'artrosi. Nelle donne tende
a comparire in concomitanza con la menopausa, con conseguente indebolimento delle
ossa della colonna vertebrale e del bacino. Si è calcolato che l'osteoporosi
colpisce circa 6 milioni di persone nei soli Stati Uniti ed è presente
nel 65% delle donne che hanno più di 65 anni.
Da quanto detto
risulta evidente che questa malattia è in stretta relazione con il metabolismo
dell'elemento calcio; è stata tuttavia evidenziata recentemente l'assoluta
inutilità della somministrazione di sali di calcio in pillole e tavolette.
Pertanto una prima considerazione da fare è: evitiamo di spendere inutilmente
soldi per farmaci che non producono nessun risultato. I meccanismi che intervengono
quando ci si ammala di osteoporosi sono molti e complessi. Questa malattia è
caratterizzata da uno sconvolgimento delle funzioni metaboliche del tessuto che
origina processi di demolizione dello scheletro: la struttura è colpita
a livello sistemico da una perdita di massa rispetto al volume. Vale a dire che
l'osso rimane invariato nella forma ma pesa di meno perché c'è una
perdita di materia che per il 99% è costituita di calcio. Ci sono delle
forze disgregatrici che interrompono e si oppongono alle forze consolidatrici
che formano e tengono insieme la materia con cui è fatto il nostro scheletro.
La perdita di calcio è dovuta a una sua cattiva assimilazione o meglio
a una sua sottrazione a causa del perturbato equilibrio del pH del sangue e dei
liquidi interni. Il calcio viene `sciolto' dall'eccesso di sostanze acide, dall'eccesso
di fosforo, da carenza di vitamina D, da alti livelli di ormoni paratiroidei,
da condizioni prolungate di stress, dall'ipertiroidismo.
Diversi sono
i fattori nutrizionali che intervengono nel processo di mineralizzazione e formazione
del tessuto osseo. Carenze o errate combinazioni di questi fattori possono contribuire
all'osteoporosi: è vero, quindi, che una correzione della nutrizione può
essere di beneficio nel trattamento e nella prevenzione. Assieme al calcio occorre
prendere in considerazione il ruolo delle proteine, vista l'importanza che hanno
nella costituzione della matrice organica dell'osso. Sfatiamo innanzitutto un
mito: quello che recita che per evitare l'osteoporosi occorra consumare molto
latte e formaggio. Il punto di vista convenzionale, ispirato e sostenuto dai medici
al soldo dell'industria casearia, è che le ossa perdono calcio perché
non se ne consuma abbastanza con il cibo. Questo cibo, naturalmente, è
costituito da latte e formaggi che contengono calcio. Questi alimenti hanno però
un alto contenuo proteico e una delle cause dell'osteoporosi è proprio
un eccesso di proteine animali nella dieta. Di solito, invece, ci viene detto
che le ossa perdono calcio perché non ne consumiamo abbastanza, e cioè
che non mangiamo abbastanza latte e formaggio: niente di più sbagliato.
Per prevenire o curare questa malattia non occorre affatto prendere più
calcio né tanto meno mangiare più latticini. Bisogna invece diminuire
la quantità di proteine ingerite. A riprova di ciò vi sono i risultati
di numerosi studi scientifici ed indagini epidemiologiche: le donne che consumano
proteine animali presentano una perdita ossea del 35% rispetto al 7% delle donne
vegetariane. Non solo. Da essi emerge che proprio i Paesi nei quali più
alto è il consumo di latticini e grassi (Stati Uniti, Finlandia, Svezia
e Inghilterra) sono anche quelli in cui l'osteoporosi è più diffusa.
(Massimo
Principi, da Latte & Formaggio, rischi e alterative, Il Giornale per la prevenzione
della salute, numero 3, settembre 1996)
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LATTICINI
E DANNI DEL SISTEMA CIRCOLATORIO
In un esempio a tutt'oggi unico e
purtroppo poco seguito, la American Hearth Association (Lega americana contro
le malattie del cuore) ha invitato sin dal 1977 il pubblico a ridurre i grassi
animali dalla dieta e cioè formaggio, burro, latte, uova e carne. L'aterosclerosi,
la più nota delle malattie del gruppo dell'arteriosclerosi, è caratterizzata
da indurimenti del lume interno delle arterie. Queste placche (o ateromi) limitano
il fluire del sangue e quindi l'arrivo di ossigeno ed altri nutrimenti alle cellule,
da cui i noti sintomi di mancanza di lucidità mentale dell'arteriosclerotico.
Questi tessuti risultano cicatrizzati e quindi fragili e possono gonfiarsi e rompersi
(aneurismi) o formare grumi (emboli) che al limite inibiscono del tutto la circolazione.
Ciò può avvenire dovunque: nel cervello abbiamo il colpo apoplettico
o paresi (ictus), al livello di cuore abbiamo l'attacco cardiaco (morte o necrosi
del muscolo non irrorato, detto infarto). Non è più vero che l'infarto
e la malattia coronarica, come pure le aterosclerosi in genere, siano causati
dall'invecchiamento: autopsie eseguite su giovani ventenni e su bimbi deceduti
in guerra o per traumi accidentali dimostrano che questa malattia inizia fin dalla
giovane età, addirittura a due - tre anni! Il processo è lento e
impiega anche una trentina d'anni a manifestare le sue conseguenze. Le
placche sono ricche di colesterolo, una sostanza simile agli ormoni e presente
solo nei cibi di origine animale come carne, uova e latticini. La causa della
lesione iniziale all'arteria alla quale si va a depositare - come se fosse una
cicatrice - l'aretoma è tuttora sconosciuta ai medici. Sembra assai probabile,
anche in base alla storia alimentare dei soggetti affetti dalla malattia, che
la causa sia da ricercarsi nella mancanza nell'alimentazione di cibi vegetali
fibrosi ed elastici come i vegetali (in particolare le foglie e i gambi delle
verdure). Per verdure ormai il pubblico intende quasi solo pomodori (molli, acidi
e privi di fibra), patate (prive di azione plastica od elastica) ed insalata (composta
d'acqua all'80-95%). Chi mangia più i broccoli, le carote, il cavolo, le
rape? Sono alimenti del passato, quando appunto la malattia cardiaca era assai
meno comune.
L'aspetto di indurimento, ispessimento è invece
- essendo più visibile - ben documentato anche dalla medicina moderna:
l'aretoma è causato dal troppo colesterolo ingerito ed è favorito
dalla vita sedentaria (che genera ristagno circolatorio), dal fumo, ecc... E'
interessante notare che invece i grassi ad alta densità lipoproteica (detti
HDL) abbassano questi rischi mentre quelli a bassa densità lipoproteica
(detti LDL li aumentano). I primi sono grassi vegetali (oli di ogni specie) e
la parte oleosa di ogni cereale, legume o vegetale. I secondi sono i grassi saturi
o solidi delle carni o del latte e dei suoi derivati. I grassi saturi (trigliceridi)
aumentano il tasso di colesterolo nel sangue, per cui mangiare burro, formaggio,
latte, panna, manzo, vitello, maiale, salumi, uova ma anche gelati, cioccolata
e frutta tropicale (unici cibi vegetali che li contengono) aumenta il rischio
di una malattia circolatoria. A temperatura ambiente i grassi saturi sono solidi.
Dopo l'ingestione essi tendono ad aggregarsi di nuovo in forma solida (la nostra
temperatura interna è di 36 °C, simile all'ambiente esterno) formando
indurimenti mobili e crescenti, tipo aretomi e calcoli. Oggi il medico raccomanda
praticamente a tutti i pazienti di abolire i grassi o almeno di limitarli ma questo
viene recepito dal pubblico come "fare meno fritture".
In
un litro di latte intero ci sono 35 gr di grasso e 10 in uno di latte scremato
o magro. Di questi, rispettivamente 20 e 5 sono di grassi saturi. La proporzione
cresce molto quando si usa il latte in polvere o condensato e più ancora
con i latticini: i formaggi sono per il loro 20-60% costituiti da grassi saturi.
Il burro e il gelato o la panna sono dei veri campioni del genere: fino al 90%.
Se la malattia circolatoria fosse l'obiettivo di una gara a premi, burro, panna,
formaggi sarebbero senz'altro sul podio ex-aequo con salumi, insaccati, frittate
e carni grasse. In Occidente le malattie cardiache sono comunque in regressione
leggera ma già significativa: il merito va tutto ad una maggiore coscienza
popolare e alla scoperta individuale che si può vivere, e meglio, senza
o con meno cibi animali. Gli esperimenti lo confermano: un gruppo di bambini ha
una situazione arteriosa normale mentre un altro gruppo di coetanei presenta casi
di incipiente malattia ateromatosa: la maggioranza dei bambini del secondo gruppo
era stata allattata artificialmente. Il consumo prolungato di latte e latticini
riguarda solo la specie umana e solo certi Paesi. Non si riscontra l'aterosclerosi
tra gli animali nutriti solo dal latte della propria madre e tra gli esseri umani
che fanno altrettanto. Quando poi questi ultimi passassero ad una dieta di tipo
occidentale la malattia comincerebbe a comparire.
Nel 1977 la Commissione
senatoriale statunitense proclamava nei suoi Obiettivi dietetici per gli Stati
Uniti la necessità di ridurre il consumo di grassi animali e cioè
di carne, uova latte e derivati. Nel 1982 il Consiglio statunitense delle ricerche
dichiarava per la prima volta che il fattore più importante per la prevenzione
del cancro era una migliore alimentazione con meno grassi e meno proteine rispetto
a quella americana media. Se siamo obesi, stanchi, malati forse il primo passo
da fare è eliminare o ridurre i cibi di provenienza animale.
(Roberto
Marrocchesi, da Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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LATTE
E MALATTIE DEL CUORE
Gli attacchi di cuore improvvisi sono il dono
dei prodotti animali e dei latticini. Il latte è un 'omicida silenzioso'
perché provoca malattie che si sviluppano silenziosamente, senza che la
vittima ne abbia la minima consapevolezza. Abbiamo spesso sentito commenti di
questo genere: "Oh! Aveva un così bel aspetto, era robusto forte e
molto attivo, aveva solo 40 o 50 anni, come può essere morto d'infarto?..."
Una volta non c'erano laboratori medici, macchine per l'elettrocardiogramma o
apparecchi per misurare la pressione e nessuno sospettava che il latte e i suoi
derivati fossero degli omicidi silenziosi; oggi il progresso della ricerca scientifica
non solo ha rilevato gli effetti dannosi dei latticini ma riesce anche a prevenire
un gran numero di infarti con la diagnosi precoce e consigliando di eliminare
dalla dieta i grassi e i prodotti animali. Questi ultimi, compresi i latticini,
sono ben noti per la stretta relazione che hanno con le malattie del cuore.
MENO
INFARTI SE NON SI MANGIANO LATTICINI Esiste un rapporto diretto tra consumo
di latte e decessi per infarto. In Cina, in Giappone e in Corea, dove non esiste
consumo di latte, le morti da infarto sono praticamente quasi sconosciute. Al
contrario nei Paesi scandinavi, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti - dove l'industria
latteo - casearia ha un'importanza rilevante - l'incidenza delle malattie di cuore
è la più alta del mondo.
I DANNI DEL LATTE SONO ORMAI
EVIDENTI Molti anni fa i medici cominciarono a evidenziare l'importanza del
latte come causa di malattie di cuore ma tale evidenza era basata principalmente
su limitati esperimenti sugli animali. Il dott. William Dock, un insigne specialista
nel campo delle malattie delle coronarie, ha notato che anche se i giovani giapponesi
sono sottoposti a lunghe ore di lavoro fisico, risultano relativamente immuni
da arterioscleresi e malattie delle coronarie che invece stanno diventando sempre
più diffuse e preoccupanti nei Paesi occidentali. I giapponesi non bevono
latte e il dott. Dock crede che questa sia una delle ragioni della loro immunità
a queste due malattie degenerative del sistema circolatorio. Recenti ricerche
hanno provato che il dott. Dock sta nel giusto nel sospettare il latte come una
delle cause delle malattie di cuore e della circolazione. I ricercatori medici
della Scuola di Medicina dell'Università di Washington hanno infatti eseguito
dal 1940 al 1959 uno studio su centinaia di autopsie e cartelle cliniche in 10
ospedali degli Stati Uniti e in 5 dell'Inghilterra. Questa significativa ricerca
medica ha mostrato che negli Stati Uniti la diffusione dell'infarto è più
alta di due volte tra le persone che bevono molto latte rispetto a chi non ne
beve; per la Gran Bretagna il risultato era praticamente lo stesso. Un resoconto
completo sulle conclusioni di questa ricerca molto importante è stato pubblicato
dall'American Heart Association nell'aprile del 1960. A Derby, in Gran Bretagna,
il possibile effetto dei latticini è stato studiato da Osborn, un patologo
locale, e da Royd House. Essi hanno studiato più di 2000 morti avvenute
in giovani e dovute a trombosi coronarica e hanno notato, ad esempio, che su 16
casi il solo che aveva coronarie normali era quello che era stato allattato al
seno.
GRASSI DEL LATTE E CORONARIE L'epidemiologia mostra che i
Paesi che consumano più latte sono quelli che maggiormente soffrono di
coronarie. I giapponesi, che hanno ammazzato la prima mucca per cibo nel 1931,
hanno ancora livelli molto bassi di malattie coronariche nonostante abbiano più
ipertensione e tanta obesità, stress e fumo quanto il resto del mondo sviluppato;
mangiano ancora pochissimi latticini e usano il pesce, molti cibi vegetali e oli
vegetali polinsaturi come principali risorse di proteine. I giapponesi emigrati
negli Stati Uniti hanno invece iniziato ad adottare sia le abitudini alimentari
che la mortalità coronarica del Paese ospitante. I vegetariani che
evitano tutti i cibi animali, compreso il latte e le uova, sono più sani
degli onnivori (mangiatori di carne) e hanno meno attacchi di cuore, colpi apoplettici
e cancri del seno e del colon; inoltre i loro bambini crescono bene senza altro
latte che quello della madre. Il burro è, tra i grassi, di gran lunga
il più idrogenato. A causa dell'azione dei microrganismi durante la ruminazione
delle mucche, esso è ricco di acidi grassi saturi (che fanno aumentare
il colesterolo nel sangue) e di acido stearico (che favorisce le aderenze delle
piastrine e di conseguenza le trombosi). Se si dà il burro alle scimmie
esse sviluppano lesioni alle arterie.
STUDI EPIDEMIOLOGICI SUL LATTE
E CARDIOPATIE ISCHEMICHE J.C. Anand ha trovato una relazione, basata sui dati
relativi a 32 Paesi, tra il consumo medio nazionale di proteine del latte e il
tasso nazionale di mortalità da cardiopatie ischemiche . Paul e Southgate
ipotizzano che le proteine del latte e il lattosio possano essere più dannose
del grasso del latte per le coronarie. Mentre lavorava come praticante in Sud
Africa, il dott. Crouch rimase impressionato (come anche altri) dalla diversità
delle malattie che colpivano i suoi pazienti bantù e quelli bianchi e arrivò
alla conclusione che il consumo di latte di mucca fosse la causa più probabile
della frequenza delle cardiopatie ischemiche tra i bianchi.
BENEFICI
ACCERTATI DI UNA DIETA SENZA LATTICINI In seguito, dopo essere andato in Australia,
il dott. Crouch tentò l'esperimento di raccomandare una dieta senza latte
ai suoi pazienti affetti da cardiopatia ischemica, ottenendo risultati rapidi
e gratificanti. Nel Newquary (Gran Bretagna) registrò con cura il progresso
clinico di 44 casi di cardiopatia ischemica o ipertesi con una dieta di sei mesi
che escludeva totalmente (eccetto deviazioni occasionali) il latte di mucca e
prodotti bovini, le uova e il pollo: 33 dei 44 pazienti trassero sollievo totale
o parziale dei sintomi, raggiungendo una migliore tolleranza all'esercizio fisico
e/o la riduzione o eliminazione dei medicinali; 11 pazienti su 14, che inizialmente
erano ipertesi, ebbero un persistente calo di pressione mentre per 2 aumentò;
41 su 44 dimagrirono nonostante la libera assunzione di zucchero, grassi non animali
e cibi fritti.
(Nand Kishore Sharma, da Latte e formaggio, rischi
e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni)
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FORMAGGI
E COLESTEROLO
Parlando del formaggio, possiamo distinguerne due tipi:
a) un formaggio più molle, più liquido, con meno sale; b) un formaggio
più secco, asciutto, con più sale. I grassi contenuti sono i medesimi,
quindi non illudiamoci che il formaggio più asciutto contenga meno grassi.
La quantità di grasso non è in relazione con l'apparenza del formaggio:
ci possono essere formaggi molli molto grassi o molto magri e formaggi secchi
più o meno grassi. Il danno del formaggio è dato dai grassi
e dalle lipoproteine, cioè dal colesterolo, che si divide in due tipi:
quello chiamato HDL, che il corpo utilizza e che può eliminare se in eccesso
(esso è prodotto direttamente dal nostro corpo e una sua parte viene impiegata
nella produzione di steroidi e ormoni vari); quello chiamato LDL, che si deposita
se assunto in eccesso poiché il nostro corpo ha scarse capacità
di eliminarlo. Anche se mangiamo molto pane o pasta trasformiamo i carboidrati
in eccesso in zuccheri e grassi che vengono accumulati nel corpo; ma in questo
caso il fegato è capace di scioglierli, riprocessarli e utilizzarli, in
parte come grassi e in parte come carboidrati. Il nostro corpo non sa invece utilizzare
il colesterolo LDL: una volta depositato, esso resta per sempre nelle arterie
e negli organi e questo elemento tossico è il dramma di 300.000 persone
che ogni anno muoiono di infarto.
Gli squilibri e le intossicazioni
che accumuliamo nelle nostre cellule non sono causate solo dal formaggio. C'è
anche il colesterolo derivato dalla carne di maiale, ci sono acidi grassi, grassi
pesanti derivati da vari oli (fritti, cotti), eccessi di proteine, sale, cibi
secchi, eccessi di cibi raffinati, ecc... Anche i carboidrati, gli zuccheri o
il miele assunti in eccesso vengono trasformati a loro volta in grassi. Abbiamo
quindi dei composti di vario tipo di grasso combinati con differenti sali minerali
e con diverse proteine: un amalgama di vari costituenti. Ciò significa
che non è possibile trovare un solo elemento, un acido o un alcale che
sciolga tale composto: è necessario aggredirlo da vari punti. Per riportare
il corpo a una funzionalità normale non basta un rimedio solo, ci devono
essere molti fattori che concorrono per ripristinarla. Questi comprendono i lavaggi
quotidiani, l'alimentazione, la ginnastica, la respirazione, il volersi bene e
tutte le attività che stimolino il corpo a vivere in maniera più
completa , che lo indirizzino alle emozioni più positive, alla creatività,
alla gioia, alla vitalità. La prima e più semplice risposta per
eliminare i depositi dei formaggi è comunque quella di non consumarne più.
Secondo, appena noi decidiamo di interromperne l'assunzione dobbiamo sostituirlo
con qualcosa: abbiate quindi a disposizione tutta una varietà di grassi
vegetali che non contengono colesterolo. Dopo qualche mese, mangiando un piatto
di cime di rapa o una minestra di fagioli, vi sembrerà di sentire il gusto
del formaggio. Questo significa che stiamo iniziando a scaricare il formaggio
dal nostro organismo. Il corpo, cioè, eliminando il formaggio ne chiede
dell'altro in sostituzione; il suo equilibrio tra proteine, fluidi, grassi e minerali
sta subendo un cambiamento. Se il corpo richiede grassi più proteine noi
possiamo sicuramente dargli grassi più proteine vegetali, come ad esempio
mandorle, arachidi, sesamo, semi di girasole e altri semi oleaginosi che contengono
grassi e proteine animali non combinati con il colesterolo. Ci sono degli acidi
grassi, come l'acido linoleico e l'acido linolenico, che sono ritenuti efficaci
per sciogliere il colesterolo. Un altro elemento che ci aiuta a sciogliere il
colesterolo sono le lecitine di soia che si trovano in tutti i tipi di fagioli
e che legandosi ai depositi di colesterolo accelerano il processo di eliminazione.
La bile è uno di quegli agenti che depurano il fegato dal colesterolo;
sempre che il fegato sia ancora attivo e la bile sana, fluida, ricca di sali minerali.
Nel caso che assieme al colesterolo arrivino nel fegato cibi come patate, spinaci,
melanzane o bietole, il colesterolo che è stato disciolto dalla bile precipita
in parte nel sacchetto biliare, sotto forma di granuli che si depositano e che
possono causare intasamento biliare. La bile sana è in grado di procedere
all'eliminazione del colesterolo; quindi anche nel caso di assunzione di proteine
animali - e sempre che il nostro fegato non sia intasato da eccessi di pane, biscotti
e formaggi - il fegato lega il colesterolo alla bile e lo elimina attraverso l'intestino.
E' quindi l'errata combinazione alimentare a determinare una situazione di rallentamento
delle funzioni depurative e contemporaneamente ad accrescere la concentrazione
di deposito negli organi.
(Ferro Ledvinka, da Latte & Formaggio,
Rischi e alternative, Il Giornale per la protezione della salute, numero 3, settembre
1996)
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LATTE
E CARIE DENTALI
Il dott. Sim Wallace, un esperto dentista, nel suo
libro La fisiologia dell'igiene orale afferma che nei Paesi dove si consuma latte
e zucchero si ha un forte tasso di carie dentale nelle classi che consumano di
più questo cibo, nonostante il loro contenuto in vitamine. Sembrerebbe
che ormai i dietologi debbano riconoscere che l'igiene della bocca non è
assicurata dal latte. Questo, insieme a molti altri cibi che ricadono nella stessa
categoria, sono esempi delle cose che non dovrebbero essere raccomandate a nessuno
che desidera denti sani e una buona igiene orale. Studi antropologici sulle popolazioni
primitive e altre civiltà provano chiaramente che il latte dopo lo svezzamento
non è necessario né desiderabile. La maggior parte di queste popolazioni
che non hanno mai bevuto latte (polinesiani, indios maya, esquimesi) sono in salute
con la loro dieta nativa e tra loro la carie dentale è una rarità.
Certamente questo indica che il latte non può bloccare (e di fatto non
blocca) la carie dentale. Il dott. Brunn - un dentista che ha speso anni in
ricerca esaminando le condizioni della bocca dei bambini in Danimarca, Inghilterra,
Svezia, Svizzera e Sud America - ha trovato che nelle bocche dei bambini che bevono
latte il residuo lasciato dal latte forma una caglio intorno ai denti e alle gengive
che probabilmente è una delle cause della carie dentale.
(Nand
Kishore Sharma, da Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini,
Macroedizioni)
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LATTE
E MALATTIE DELLA PELLE
VITILIGINE Questa condizione è causata
specialmente dal consumo eccessivo di latte e di latticini (nel caso in cui prevalgano
le chiazze bianche) e carne, uova, pollame ed altri cibi animali (nel caso di
chiazze rosa o color carne). La perdita di pigmentazione indica uno squilibrio
negli organi interni, compreso lo sviluppo di depositi di grasso e di muco nei
polmoni, nelle vie respiratorie e negli organi sessuali. Sebbene richieda tempo,
la vitiligine può essere curata grazie a una dieta appropriata. E' particolarmente
importante evitare il consumo di prodotti caseari ed altre fonti di grassi saturi
nonché aumentare il consumo di cereali integrali e di verdure. E' meglio
mantenere al minimo il consumo di oli vegetali poiché un consumo eccessivo
di questi può rallentare la guarigione.
PSORIASI Il sovraccarico
di proteine e di grassi che risulta da un consumo regolare di formaggio, latte,
carne, uova, pollo ed altri cibi animali può far sì che le cellule
della pelle comincino a formarsi e a disfarsi ad una velocità molto accellerata.
Una pelle squamosa e biancastra (talvolta come la forfora) comincia ad accumularsi
e la pelle al di sotto di essa diventa dura e rossa. Come l'acne ed altri stati
anormali della pelle, la psoriasi è una forma di eliminazione, principalmente
di proteine e grassi. Essa può guarire grazie ad una dieta appropriata,
specialmente evitando cibi animali come quelli che abbiamo menzionato prima, come
pure lo zucchero raffinato, il cioccolato e la frutta tropicale.
ECZEMA
E DERMATITE DA CONTATTO Le cause dietetiche fondamentali dell'eczema sono simili
quelle della psoriasi, specialmente il consumo eccessivo di grassi e olii, principalmente
quelli contenuti nei latticini, in altri cibi animali e negli zuccheri semplici.
Tra i latticini, il formaggio contribuisce enormemente all'instaurarsi di questa
condizione patologica, così come lo fanno le uova cotte nel burro. Nell'eczema
la pelle si presenta con aree secche, indurite e in rilievo che possono essere
bianche, gialle o di colore rossiccio. E' un'indicazione di squilibrio negli organi
e nei sistemi interni e il punto in cui è situata l'eruzione mostra che
alcune parti del corpo sono interessate ad accumuli di muco e di grassi. Le guance,
per esempio, riflettono le condizioni dei polmoni; l'eczema sulle guance dimostra
che il muco si sta accumulando in quell'organo. Se l'eczema è sulle braccia
o sulle mani, o sulle gambe e sui piedi, si trova di solito lungo dei meridiani
energetici e rivela delle alterazioni negli organi e nelle funzioni che corrispondono
a quei meridiani. Un consumo eccessivo di grassi contenuti nei latticini e
in altri cibi animali causa spesso reazioni allergiche nel corpo e in particolare
della pelle. Alcune sostanze presenti in casa, come saponi con sostanze chimiche,
detergenti, cosmetici, spray per capelli e deodoranti talvolta agiscono da irritanti
che scatenano una reazione di eliminazione, ivi compreso l'eczema. Questa condizione,
conosciuta come dermatite da contatto, è comune tra le casalinghe e altre
persone che immergono spesso le mani in acqua calda saponata e che usano giornalmente
detersivi per il bucato, saponi e altre sostanze chimiche. Anche se il contatto
con le sostanze chimiche potenzialmente irritanti viene evitato, l'eczema può
ugualmente svilupparsi se la condizione di base della persona rimane squilibrata
a causa di cibi estremi presenti nella sua dieta.
ACNE Le ghiandole
che producono il sebo, una sostanza oleosa, si trovano nella pelle e sono particolarmente
abbondanti sul viso, sulla schiena e sul torace. L'acne si sviluppa quando il
volume e la qualità del sebo secreto da queste ghiandole diventa anormale.
Una dieta in cui sono presenti troppi grassi animali saturi può essere
tra le cause della maggior parte dei casi di acne. Cibi come hamburger, pollo
fritto, pizza, uova, bacon, toast al formaggio sono i principali fattori che contribuiscono
all'insorgere dei problemi della pelle. Altri grassi viscosi, come quelli prodotti
dal latte, dagli zuccheri semplici, dal cioccolato e dal burro di arachidi contribuiscono
al problema se consumati in quantità eccessive. Fra le diverse cause che
fanno insorgere l'acne può esservi infine l'eliminazione di sostanze non
necessarie e potenzialmente tossiche.
CALLI I grassi saturi solidi
vengono spesso eliminati sotto forma di calli sulle piante e sulle dita dei piedi.
Essi sono causati di solito dal consumo eccessivo di cibi animali come uova, pollo,
formaggio, carne e prodotti caseari.
PORRI In certi casi anche i
porri possono ritenersi causati dall'eliminazione di proteine e grassi, specialmente
di quelli contenuti nel latte e in altri latticini, e tendono ad apparire quando
le persone mangiano grandi quantità di zuccheri e di grassi. Appaiono spesso
nelle parti superiori del corpo sebbene alcune varietà, come ad esempio
le verruche plantari, appaiano sui piedi. I porri nella zona genitale, trasmissibili
sessualmente, sono conseguenti ad estremi nella dieta con cibo animale e zucchero. I
porri vengono inoltre associati ai virus. Tuttavia se un virus sia o meno in grado
di scatenare l'eliminazione di grassi e di proteine sotto forma di porri dipende
largamente da ciò che una persona mangia. Cambiando la composizione delle
membrane cellulari, una dieta ricca di grassi incide sul funzionamento del sistema
immunitario e di qui l'apparizione dei porri. Nel libro Doctors Look at Macrobiotics
(I medici guardano alla macrobiotica), Martha Cottrell afferma: "Un alto
contenuto di grasso saturo nella membrana può alterare in negativo la struttura
fisica e la carica elettrica dei ricettori immunologici delle cellule, cosa che
ha come risultato un riconoscimento anormale di virus, batteri ed altri antigeni".
A causa di una dieta squilibrata il sistema immunitario perde la capacità
di neutralizzare il virus associato con i porri. Il virus può più
facilmente attecchire ed attivare questo metodo di eliminazione. Tuttavia, come
molte persone hanno scoperto, i porri spariscono spontaneamente una volta che
il consumo di latte, formaggio, uova, carne e zucchero venga interrotto e vengono
incluse nella dieta cibi più bilanciati, dato che questo permette al sistema
immunitario di tornare ad un funzionamento sano e normale.
VENE VARICOSE Le
vene varicose si producono quando le vene superficiali delle gambe o di altre
parti del corpo si bloccano o si gonfiano in modo cronico. Esse talvolta sono
dolenti e brutte a vedersi e sono causate da un consumo di cibi estremi e non
in equilibrio tra loro:principalmente consumo di troppi liquidi (tra cui latte,
succhi di frutta, acqua, tè, caffè) insieme a frutta, zucchero e
altri cibi estremamente acidi, nonché di grassi di tipo animale (specialmente
quelli contenuti nel formaggio e nella panna, nel burro ed altri latticini). Un
consumo eccessivo di liquidi e di cibi molto dilatati aumenta la pressione del
fluido nelle vene e in tutto il sistema circolatorio mentre i grassi che si trovano
nei latticini ed in altri cibi animali restringono il passaggio nelle vene e nei
vasi sanguigni. La combinazione di pressione ed ostruzione fa sì che le
vene si gonfino e si espandano e ciò diviene visibile alla superficie del
corpo. Una dieta naturale e bilanciata ripristina inoltre la forza e l'elasticità
del sistema circolatorio e può condurre ad una graduale scomparsa delle
vene varicose.
SECCHEZZA E INVECCHIAMENTO NATURALE La scienza medica
sta diventando sempre più consapevole di come la moderna dieta con un alto
contenuto di grassi influisca sul cuore e sul sistema circolatorio. I potenziali
effetti dannosi di un consumo eccessivo di carne, uova, prodotti caseari ed altri
prodotti di origine animale dall'alto contenuto di grasso e di colesterolo stanno
diventando sempre più noti. Si capisce invece meno bene il modo in cui
cibi come questi influenzino la condizione e l'aspetto della pelle. I vasi
sanguigni sono costituiti da collagene ed elastina, i tessuti connettivi che troviamo
anche nella pelle. Quando la dieta è ad alto contenuto di cibi di origine
animale, molti sono gli effetti che vanno a colpire i vasi sanguigni, la pelle
ed altri tessuti del corpo. Se assunti in modo eccessivo, questi cibi fanno sì
che muti il rapporto fra collagene ed elastina. Come risultato, la pelle e i vasi
del sistema circolatorio perdono la loro normale flessibilità ed elasticità
e diventano duri e rigidi. Nelle persone giovani il collagene esiste nella forma
di catene di molecole separate una dall'altra. Tuttavia, man mano che i grassi
si accumulano nel corpo i fasci di collagene si annodano gradualmente con delle
fibre elastiche e resistenti che legano insieme le molecole. Il risultato è
un irrigidimento, un indurimento e una perdita di elasticità nella pelle.
Essa perde la sua giovanile morbidezza e diventa secca, sottile, rugosa e anelastica.
Oggi questo processo comincia precocemente a causa della moderna dieta caratterizzata
da un alto contenuto di grassi e dalla mancanza di cibi bilanciati. Nei casi estremi
un consumo eccessivo di pollo, formaggio, uova, carne e altri cibi di origine
animale può far sì che il corpo produca una quantità eccessiva
di collagene. Questa condizione, conosciuta come sclerodermia, può portare
ad un inspessimento e indurimento della pelle e, negli stadi avanzati, all'atrofia
del corpo e degli organi interni.
Il grasso saturo e il colesterolo
cambiano anche lo strato sottocutaneo che si trova al di sotto della pelle. Normalmente,
il grasso nello strato sottocutaneo è morbido ed elastico e dà pienezza
e rilievo alla pelle. Questo strato di grasso soffice è di solito più
abbondante nelle donne che negli uomini. Come risultato, la forma femminile è
generalmente più morbida e liscia. Queste differenze diventano palesi nella
pubertà, quando gli estrogeni ed altri ormoni femminili diventano attivi.
Questi ormoni fanno sì che il seno si sviluppi e si ingrandisca e producono
altre caratteristiche femminili. Se mangiati in modo eccessivo, i cibi animali
sopprimono la produzione di questi ormoni o ne indeboliscono la qualità.
Come risultato, un consumo eccessivo di cibo animale può causare un graduale
assottigliamento e diminuzione del soffice grasso nello strato sottocutaneo, dando
alla pelle un aspetto floscio, svuotato e rugoso.
(Aveline Kushi,
da Dieta, salute, bellezza, Edizioni Mediterranee)
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EFFETTI
ORGANICI DEI LATTICINI SULLA DONNA
I latticini creano depositi in tutti
gli organi ma in particolare, essendo prodotti dalle ghiandole mammarie delle
mucche, si concentrano maggiormente nel tessuto ghiandolare e negli organi della
riproduzione. Quindi più colpiti sono il seno, l'utero, l'ovaie, la prostata,
la tiroide, le cavità nasali, la ghiandola ipofisi, la coclea dell'orecchio
e la zona cerebrale attorno al mesencefalo. Gli effetti nocivi si manifestano
all'inizio come accumuli di muco e grassi che possono condensarsi e formare cisti,
tumori e infine cancro. Molte persone che consumano abitualmente latte e latticini
hanno costantemente muco al naso o all'interno dell'orecchio, con frequenti raffreddori
da fieno o problemi uditivi. Quando l'accumulo concerne reni o vescicola biliare
si possono formare calcoli. Un altro esempio è lo sviluppo di cisti al
seno, tumori al seno e (classico delle grandi bevitrici di latte) il cancro alla
mammella. Imputabili all'uso di latticini e formaggi sono anche le varie perdite
vaginali, cisti ovariche, fibromi o tumori uterini, cisti e tumori prostatici,
cancro all'utero, ecc... Se riguarda i polmoni, l'accumulo di grassi e muco inizia
a ridurre la capacità respiratoria. Ritengo insomma che i latticini
contribuiscano, insieme ad altri fattori, almeno all'80% dei problemi di salute
tra cui cancro, tumori e cisti, quasi tutte le malattie della pelle, tutte le
allergie, problemi uditivi, calcolosi, artriti e reumatismi, febbre da fieno e
molte malattie mentali e sessuali come l'infertilità o l'insensibilità.
(Aveline
Kushi, da Dieta, salute e bellezza, Edizioni Mediterranee)
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INIZIO PAGINA LATTICINI
E INFERTILITA' MASCHILE
Nell'uomo problemi come l'impotenza, la scarsità
degli spermatozoi e un basso tasso di ormoni spesso implicano l'uso di cibi altamente
raffinati come zucchero e cioccolato, frutta e succhi di frutta, alcool, cibi
crudi e latticini come latte, yogurt, panna e burro. Al contrario, una dieta composta
principalmente di cibi grassi animali e di sale come uova, carne, pollame, frutti
di mare e formaggio stagionato e salato può far contrarre eccessivamente
l'apparato riproduttivo maschile e causare in ultimo l'ostruzione dei dotti spermatici
e l'infiammazione della prostata. Una dieta in cui siano predominanti questi due
gruppi di cibi (da soli o combinati assieme) può anche provocare malformazioni
degli spermatozoi, che - se avviene il concepimento - sono una possibile causa
di malformazioni alla nascita.
(da Infertility and reproductive disorders,
Japan Publications)
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FORMAGGI
E ISTINTI SESSUALI
Per Rodolfo Paoletti, Presidente della Nutrition
Foundation of Italy, "alcuni costituenti del cibo possono regolare attività
complesse del sistema nervoso centrale, influenzando funzioni come la vigilanza,
il sonno e il comportamento sessuale". Il triptofano si trova nella maggior
parte degli alimenti proteici e in particolare nei formaggi come il Parmigiano
(0,49g per 100g), il Camembert (0,73g), il Brie (0,80g), l'Emmental (0,43g). Questo
aminoacido è indispensabile al cervello per produrre la serotonina, un
neurotrasmettitore che - insieme ad altri - regola l'umore e l'aggressività.
Diete prive di triptofano portano a una riduzione della sintesi di serotonina
e determinano un aumento di aggressività e di attività sessuale.
Detto in altre parole: mangiare formaggio fa diminuire l'attività sessuale
a causa del suo contenuto di serotonina.
(Mara Locatelli, Sogni d'oro
se bevi latte, su "Donna Moderna")
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LATTICINI
ED EFFETTI SULLA BELLEZZA
COLORE DEI CAPELLI Se la dieta è
ricca di formaggio o di altri prodotti caseari, di uova e di altri cibi animali,
il capello diventa più chiaro e può variare dal marrone al giallo.
Il consumo di latticini, in modo particolare, contribuisce alla creazione di capelli
biondi.
SPESSORE DI CAPELLI E DI PELI Se i capelli sono più
spessi ciò significa che in genere i cibi vegetali hanno un ruolo predominante
nella dieta. D'altra parte, se i capelli sono morbidi, fini o sottili, questo
significa che nella dieta sono predominanti soprattutto i latticini ed altri prodotti
animali. Al contrario, se i peli del corpo sono spessi questo indica il consumo
di una grande quantità di cibo animale mentre dei peli più fini
e più radi significano che è stata consumata una maggiore quantità
di cibi vegetali.
DOPPIE PUNTE Abbiamo le doppie punte quando cedono
i legamenti che tengono insieme i filamenti proteici nei capelli. Un consumo eccessivo
di zucchero, bevande analcoliche, gelati, cioccolata e spezie indebolisce i capelli
tra le molecole e fa sì che il capello si spacchi o si frammenti.
PERDITA
DEI CAPELLI Al giorno d'oggi perdere i capelli sta diventando sempre più
comune, persino tra le donne. Secondo la medicina tradizionale orientale, la perdita
di capelli che comincia dal centro della testa sarebbe causata da un consumo eccessivo
di carne, pollame, uova, latticini e - in alcuni casi - di pesce e frutti di mare.
Troppe proteine animali, grassi saturi e sale ne sono la causa principale, insieme
al consumo eccessivo di cibi liofilizzati, arrostiti o cotti al forno. Questo
tipo di perdita dei capelli viene spesso chiamato calvizie androgenica ed è
in aumento tra le donne. Essa è associata con la presenza nel sangue di
troppo testosterone (ormoni maschili).
PELOSITA' ECCESSIVA SU VISO
E CORPO Quando in una donna compare una pelosità notevole sul viso o
sul corpo questo può dipendere da un eccessivo consumo di carne, uova,
formaggio e altri latticini, pollame, crostacei ed altri cibi di origine animale.
In molti casi i cibi sopra menzionati stimolano le ghiandole surrenali a secernere
delle quantità eccessive di androgeni o ormoni maschili. Nei casi gravi
le ghiandole surrenali possono funzionare male, provocando la condizione patologica
conosciuta come irsutismo o crescita eccessiva di peli sul viso e sul corpo. Questa
condizione si accompagna frequentemente a dei seni poco sviluppati e a cicli mestruali
irregolari. Secondo la diagnosi visuale della medicina tradizionale giapponese,
la zona tra il naso e la bocca - dove agli uomini crescono i baffi - corrisponde
nel corpo agli organi riproduttivi. Normalmente le donne non hanno peli in questa
zona e quando ciò accade potrebbe significare che il consumo eccessivo
di cibo animale ha alterato il loro equilibrio ormonale e colpito i loro organi
riproduttivi.
LA FRONTE Numerose linee orizzontali in questa zona
ci mostrano che gli intestini sono eccessivamente espansi, in gran parte a causa
del consumo eccessivo dei grassi saturi e insaturi, zuccheri, frutta ed altri
estremi yin, più il cronico consumo eccessivo di liquidi (tra cui bibite
analcoliche, succo d'arancia, latte, alcool e caffè). Dei foruncoli situati
in questa area del viso indicano l'accumulo di grasso e di muco negli intestini.
RUGHE FRA LE SOPRACCIGLIA Solchi verticali in questa zona sono di
solito un'indicazione di disturbi di fegato. Essi ci indicano che il fegato è
diventato eccessivamente espanso e forse che si è indurito a causa del
consumo di troppi cibi animali che contengono grassi saturi, come pure di troppi
zuccheri semplici, compreso lo zucchero raffinato e la frutta tropicale, il cioccolato,
il gelato e l'alcool. Dei foruncoli in questa zona indicano un possibile accumulo
di grasso e di muco nel fegato. La durezza o la tensione del fegato producono
spesso emozioni negative come cattivo umore, irritabilità e rabbia.
ALLA
RADICE DEL NASO Oggi molte persone hanno una piega orizzontale alla radice
del naso. Questo segno corrisponde a tensione del pancreas causato dal consumo
eccessivo di cibi animali, specialmente di pollo, formaggi, uova, gamberi, aragosta,
granchi ed altri tipi di crostacei. Questo è un indice che grassi solidi
si stanno accumulando nel pancreas e stanno intralciando la normale secrezione
di insulina e di anti-insulina. Questo è spesso segno di ipoglicemia o
di riduzione cronica del tasso di glucosio presente nel sangue.
LA
PUNTA DEL NASO Sempre secondo la diagnosi visuale, un ingrossamento o gonfiore
della punta del naso indica un'espansione eccessiva del cuore che potrebbe essere
causata dal consumo di zucchero, frutti tropicali, bevande analcoliche, gelato,
cioccolato, caffè e alcool. Un consumo eccessivo di formaggio è
la causa più comune di indurimento.
BORSE SOTTO GLI OCCHI La
regione sotto gli occhi corrisponde ai reni. Le borse sotto gli occhi sono un'indicazione
di disturbi ai reni causati dal consumo eccessivo di fluidi, zuccheri semplici
o cibi grassi. Un colore biancastro dimostra che all'accumulo dei grassi ha contribuito
il consumo eccessivo di latticini (tra cui latte, yogurt e gelato).
COLORE
DEL VISO Un colore del viso rossastro è conseguenza di un'espansione
dei capillari ed è segno che sono stati consumati troppi cibi e bevande
che hanno causato questa condizione di espansione. Questo significa che il cuore
e il sistema circolatorio sono sovraffaticati e questo può essere un segnale
di pressione alta. Un colore bianco pallido è spesso indice di un consumo
eccessivo di latte e altri latticini e mostra che il muco e il grasso si sono
accumulati in tutto il corpo.
PELLE SECCA Mangiare troppi cibi con
alto contenuto di colesterolo e di grassi saturi contribuisce all'indurimento
della pelle e può dare a quest'ultima un aspetto teso, secco e come segnato
dalle intemperie. Le rughe sul viso, compresi i profondi solchi verticali tra
le sopracciglia, diventano incise in modo più durevole quando la pelle
è rigida e anelastica. Un consumo eccessivo di grassi provoca un innaturale
invecchiamento della pelle.
VASI DILATANTI Sebbene il rosso sia
più yang rispetto al verde o al viola, quando questo colore appare sul
viso la causa è un eccesso di yin. Un colore rossastro è causato
da una temperatura eccessiva dei capillari che si trovano immediatamente sotto
la superficie della pelle.
(Aveline Kushi, da Dieta, salute, bellezza,
Edizioni Mediterranee)
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